Rapporti umani tra difficoltà e semplicità: ma ne vale la pena?
Quando mi capita di ascoltare storie di persone sentimentalmente in crisi la prima cosa che riesco a fare è invidiare ardentemente chi ha fatto della solitudine una scelta di vita. Quante rotture di palle in meno, quante valutazioni di pro e contro, quante pippe mentali e quanti inutili patemi d'animo ci risparmieremmo? In fondo qualcuno disse che "nasciamo soli e inevitabilmente moriamo soli" ed è una grande, grandissima verità. Non possiamo fidarci di nessuno, se non momentaneamente. Non possiamo riporre la nostra esistenza nelle mani di qualcun altro con la convinzione che quella persona ci ricambierà per sempre e non farà mai nulla per farci stare mle. In fondo noi stessi, pur conoscendoci, non possiamo essere sicuri che un giorno il compagno che abbiamo scelto verrà accantonato per qualcos'altro, escludedolo totalmente dalla nostra esistenza.
L'amore è un cinquanta e cinquanta, e forse è un po' da ipocriti pensare che sia quel sentimento idealizzato, eterno e meraviglioso che rende tutti più felici e più umani. In fondo l'amore è solo una grande corsa, dove c'è sempre qualcuno che sta avanti e qualcuno che rimane indietro, un inseguito e un inseguitore, una preda e un cacciatore, una vittima e un carnefice. Ed è un modo molto cinico di ragionare, forse, ma è la razionalità e l'analisi critica di certi avvenimenti che mi fa parlare così.
Quando si decide di mettersi in gioco si deve mettere per forza in conto che quella storia ci potrà portare tanto appagamento quanta sofferenza. O ancor peggio, indifferenza dopo interminabili istanti di emozione.
A volte mi domando se questo folle sentimento esista sul serio o sia qualcosa che gli uomini ricercando disperatamente, per colmare le insoddsfazioni quotidiane della loro esistenza.
E vale la pena viverselo se inevitabilmente è destinato a finire? L'incostanza degli animi e delle persone, la poliedricità degli ambienti e delle situazioni ci rendono diversi ogni giorno che passa. Cambiano le esigenze, gli umori. Cambiano i caratteri e i pensieri. Cambiamo noi, e neanche ce ne accorgiamo.
Forse la chiave è davvero nel vivere come ci viene, nel godere dell'istante senza troppi problemi, nel lasciarsi andare se si sente di farlo, nel frenarsi se sappiamo che non è quello che desideriamo in quel momento.
Nel piangere e urlare se ci si sente feriti, con la convinzione che tutti si rialzano, che tutto finisce, prima o poi.
Forse è questa la semplicità di cui sento parlare, a proposito dei rapporti umani.
Questa sera vorrei saperla insegnare a chi mi sta accanto, per alleviare i turbamenti che lo affliggono. Ma poi ci penso su e mi rendo conto che non sono la persona più adatta, perchè in fondo io stessa sono per vivermi il tutto masochisticamente senza darmi mai per vinta.
Semplicità. Forse io non ci sono tagliata.

