venerdì, 03 luglio 2009

R.I.C.E.

Sono immobilizzata su questo dannato letto. Mi sono auto procurata una distorsione al piede destro, che non accenna a darmi tregua. Non mi piace stare ferma, ho troppo tempo per pensare, per riflettere. Non mi piace avere gli occhi fissi nel vuoto e il cuore libero.

Oggi mi sento un po’ triste, forse perché è in questi momenti che si capisce davvero chi ti è vicino e chi no. Sto mostrando a me stessa un po’ di insicurezza: l’essere efficienti, l’essere accettati, l’essere amati. Quale di queste cose è vera, quale è una mia semplice illusione?

Mi sdraio supina, guardo il soffitto. Chiudo gli occhi, sogno di non essere qui. Sogno qualcuno al mio fianco. Ho tanta voglia di scappare. Ho voglia di valli deserte, vento, tempesta, pioggia in una notte d’estate.

Attorno a me ci sono nubifragi che mettono in ginocchio città e persone. Michael Jackson è morto. Un treno esplode a Viareggio. Berlusconi dice le solite cazzate. Ho un tesserino da giornalista da ritirare. Oggi c'è il reato di clandestinità. Nuove scosse di terremoto. Il nuovo Beverly Hills alla tv.

Non voglio più pensare, smettila di essere così pessimista.
Smettila.
postato da: missmidnight alle ore 03/07/2009 21:08 | link | commenti (8) | commenti (8)
categorie: my life
giovedì, 07 maggio 2009

Manuale d'amore

A chi non servirebbe un bel libro con tutti i segreti che sottendono le relazioni amorose?
Mi sono trovata spesso a pensare ai rapporti, in questi ultimi mesi. Forse perchè sono stata io stessa protagonista di situazioni travagliate e complicate che hanno messo alla prova la mia psiche e la mia stabilità emotiva.
Lasciare la persona con cui hai condiviso metà della tua vita improvvisamente è un grande passo. E spesso vorrei dare il coraggio e la forza che ho avuto io a tutte quelle persone che conosco e che sembrano visibilmente intrappolate in una situazione sentimentale che non gli calza più a pennello ma anzi, quasi gli va stretta soffocando le loro magnifiche personalità. Perchè l’amore, se non viene controllato razionalmente, può portarti anche a questo tipo di problemi. L’abnegazione del proprio io per quello dell’altro non è una prova di quanto il sentimento che proviamo è forte, ma solo di quanto le relazioni possono distruggere il nostro futuro emotivo.
Quando si sta con una persona da tanti anni, soprattutto se ci siamo fidanzati molto giovani (nel mio caso, adolescenti) bisogna trovare una sorta di compromesso con il proprio partner e con la nostra vita. Dobbiamo trovare il modo di crescere comunque individualmente, svincolati dalla persona che abbiamo sempre avuto accanto e che ormai abbiamo preso quasi come un sostitutivo della figura genitoriale. Non è così che funziona e questo porta inesorabilmente alla distruzione di una bella storia d’amore. Bisogna ritagliarsi i propri spazi, riuscire ad evolvere camminando solo sulle nostre gambe, cercare di non farsi mettere stupidi paletti di possessività dal nostro partner, pensare sempre con la nostra testa, andare avanti per la nostra strada, anche se questo vuol dire dividersi temporaneamente dalla persona che amiamo. E interrogarsi su quello che proviamo, sempre. Non scambiare l’amore con l’affetto, o addirittura con la rassegnazione che il nostro futuro sia già segnato. L’amore non è una condanna, è una scelta. E stessa cosa lo è il nostro compagno, siamo noi a doverlo scegliere e siamo noi a poter decidere che quella persona non è più adatta alle nostre esigenze, o che semplicemente noi non ci sentiamo più adatte a lui. Essere sempre sinceri con se stessi in primis. Non aver paura di gettare al vento anni e anni insieme. Nella vita bisogna reinventarsi continuamente e arricchirsi anche di esperienze che poi possiamo giudicare “fallimentari” ma che in realtà ci hanno dato comunque nuovi spunti per maturare e crescere e diventare le persone che siamo oggi. Se arrivamo a guardarci allo specchio e finalmente a riconoscerci nell’immagine riflessa, allora vorrà dire che abbiamo lavorato bene.
Non abbiate paura di far uscire fuori i vostri desideri e le vostre personalità. Pensate bene a quello che volete per voi... e fate la vostra scelta. Anche se avete paura di rimanere soli, di perdere tutte le abitudini e la sicurezza che la vostra relazione stabile vi dava, guardate bene se ne vale la pena. Tutto questo discorso non è un’istigazione a rompere le storie d’amore che durino più di un anno, assolutamente. Ma è un modo per farvi riflettere sulla vostra individualità.
Mi capita di ascoltare ragazze in crisi perchè vorrebbero fare delle esperienze normali per arricchire la propria individualità e che invece rinunciano perchè il loro compagno non sarebbe d’accordo. E andiamo sull’ordine di cose davvero normalissime: viaggi, serate tra amici, esperienze di studio o di lavoro, semplici nuove conoscenze. Nessuno dovrebbe mai privarci del nostro libero arbitrio. Certe volte vorrei dire a queste persone che mi confidano il loro malessere, forse perchè sanno che io, ad un certo punto della mia vita, ho deciso di uscirne improvvisamente, che anche loro possono farlo, che se veramente quella persona con cui stanno è divenuta solo una limitazione ai loro progetti non dovrebbero esitare un solo istante a lasciarla andare, perchè tanto prima o poi la relazione finirà ugualmente.
In una coppia si deve trovare un giusto equilibrio tra l’io e il noi. Siamo insieme ad un’altra persona, ma questo non vuol dire che siamo “dell’altra persona”. Noi rimaniamo persone libere di scegliere come comportarci e come condurre la nostra vita, come costruire il nostro avvenire e come vivere le situazioni che ci si presentano. E più rimaniamo ligi e fermi sulle nostre idee e più la persona che sta accanto a noi potrà giovarne, perchè non ci troveremo mai nella condizione di limitare l’altro, ma solo di arricchirlo.
L’amore è compromesso, razionalità ed equilibrio. Non è solamente passione e ossessione, come ci hanno abituato i grandi romanzi francesi o le telenovelas brasiliane. Ovviamente una cosa non deve escludere l’altra. Si deve creare quell’alchimia magnifica che porti ad avere un quandro di perfezione davanti agli occhi. Allora si che avremo trovato il compagno della nostra vita.
La sola passione adolescenziale, alla Dawson’s Creek, non è riservata solo ai sognatori ed è sicuramente romantica e appagante. Lo stomaco che si stringe, il cuore che batte, la commozione negli occhi... tutti aspirano a vivere una passione del genere, almeno una volta nella vita. Ma se tutto poi si riduce solamente a questo, si può davvero parlare d’amore? Se è solamente una questione alchemica allora i delitti passionali dovrebbero essere annoverati tra le più alte rappresentazioni del sentimento amoroso. Non sono d’accordo, mi spiace.
L’amore non può essere scambiato solo per l’ossessione per un’altra persona. È irreale quanto i personaggi di un vecchio Harmony ingiallito ritrovato tra le cose delle nostre madri.
Dobbiamo tenere sempre presente che siamo soli, nasciamo soli e moriamo da soli. Nel mentre possiamo trovare qualcuno che renda la nostra vita speciale, ma il vero appagamento lo troveremo solo se la vita, speciale, la facciamo diventare solo con le nostre forze, senza dover ringraziare nessuno. E se questa vita poi riusciamo a condividerla, tanto meglio, sarà qualcosa in più.

Ma come si fa a rendere felice qualcuno se prima non siamo felici noi stessi?
postato da: missmidnight alle ore 07/05/2009 16:20 | link | commenti (5) | commenti (5)
categorie: all i need is love
mercoledì, 06 maggio 2009

Non sono più una commessa

Oggi mi trovo a riflettere su quanto sia mutevole la vita di una ragazza di venticinque anni. Ieri ero un'addetta vendite, oggi non lo sono più. Ora molti diranno, che te frega? Va da sé che non era il lavoro della mia vita, dopo tanto sproloquiare sul giornalismo, la scrittura creativa, la comunicazione e tutte quelle belle cose li. Però dopo un anno e mezzo (con una pausa obbligata di sei mesi) e dopo essere stata riassunta con tanta fatica per screzi col capoarea e averci messo tanta passione e tanto impegno fino alla promessa di essere riconfermata... me ne sono dovuta andare. E beh, sono stata fortunata perchè a differenza della prima volta ho deciso io di dimettermi per un lavoro migliore, nel mio campo, nella mia redazione. Un primo passo per crescere in quello che mi piace fare, senza dubbio. Ho tentato di mantenerlo, per due mesi, in cui sono stata assente anche con chi mi conosce dal vivo, ho fatto due lavori dagli orari inconciliabili, mi sono massacrata di stress e di stanchezza, fino a quando ho detto basta e ho deciso di lasciare il negozio.

Perchè questo lavoro era così importante per me? Perchè era ben pagato, potrei rispondere... ma non è assolutamente questo il motivo. Ho iniziato a lavorare proprio nel periodo in cui ero in crisi con me stessa, in cui avevo concluso la mia love story lunghissima e mi sentivo smarrita con tanta voglia di fare, ma appunto non sapevo che fare. Ho iniziato a lavorare nel momento in cui più mi serviva non fissarmi sulle cose ( e sulle persone) che mi circondavano. Era un periodo strano e vorticoso, in cui non potevo stare da sola, in cui mi era necessario gettarmi in una nuova esperienza per poter dire di essere viva e di avercela fatta. E poi questa cosa si è trasformata in una leggera dipendenza da lavoro, ma anche in un grande piacere di lavorare.

Non mi è mai pesato, se non rare volte nell'ultimo periodo in cui la stanchezza prendeva il sopravvento. Per me andare li dentro era quasi andare in comitiva al parco sotto casa, non so se mi spiego. Io, le risate e le chiacchierate che mi sono fatta li dentro, non le dimenticherò facilmente. E non dimenticherò nemmeno le persone con cui inevitabilmente dissolverò un po' i rapporti... ma non perchè io lo voglia, ma perchè funziona cosi, quando si esce da un gruppo, da una squadra.

Me la vivo con incertezza, ma tutto sommato con serenità. Dico addio (spero) a una bella esperienza che di certo mi ha fatto crescere tantissimo, umanamente e professionalmente (ed economicamente!). Dico addio a un'azienda che m'ha fatto spesso incazzare, ma che tutto sommato è riuscita a creare nel suo interno tanti micronuclei perfetti e collaborativi, che sono la sua forza.

E speriamo che le cose, una volta tanto, mi vadano bene!

postato da: missmidnight alle ore 06/05/2009 10:36 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: deliri lavorativi
venerdì, 01 maggio 2009

Euforismi

Uno può dire quello che vuole, ma in fondo l'amore è una cosa figa. E' come una staffetta su un percorso comune, dove non si vince né si perde, però ci si diverte un sacco. E' il non sentirsi stupidi a fare o pensare cose stupide. E' il sorridere se l'altro sorride. E' empatia, è generosità, è batticuore. Fino a quando tutto va bene. Ma non ci voglio pensare, la mia vena pessimistica non riesce a intaccare questo momento di euforia. E poi vale la pena rischiare e viversi qualcosa di bello, piuttosto che rimanere dei mummioni frigidi pur di non lasciarsi andare. Godetevi la vita, godetevi i sentimenti! Godetevi qualcuno se lo trovate! Domani ci siamo dopodomani potremmo non esserci più! Che aspettate? Andate e moltiplicatevi, è primavera! 

Si sente che sono felice, per caso?

(Me so fatta tre bicchieri di Falanghina, ma non credo che sia rilevante...)
postato da: missmidnight alle ore 01/05/2009 15:07 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie: all i need is love, ironizziamo
giovedì, 30 aprile 2009

Cose sparse

Ho finalmente presentato la domanda all'Ordine dei Giornalisti. Tra un mese avrò questo benedetto esame, che come tutti gli esami, mi mette in uno stato di tensione e delirio incredibilmente fastidioso. Poi ieri è stata davvero memorabile come giornata, perchè oltre ad aver dovuto preparare questo pacco enorme di fogli, versare soldi, andare alla Posta con 500 vecchi in fila alle 8 di mattina, farmi la scarpinata in metropolitana alle 9 e mezza (quindi nell'apice del suo affollamento) schiacciata contro le pareti della stessa per mezzora di viaggio, m'è venuta pure la febbre. E sapete, a me non viene quella febbre che pare che ti abbiano dato una mazzata in testa e via, te ne stai a letto a dormire e a mangiare brodini caldi con il formaggino spappolato dentro. Macchè! Alla sottoscritta deve venire obbligatoriamente il raffreddore di quelli potenti, la tosse e la raucedine (per me che sono logorroica la raucedine è aberrante).
Speriamo che passi presto, non ho davvero più voglia di stare a letto mezza moribonda e di implorare qualcuno di portarmi un fazzoletto pulito!

In tutto questo, auguri Gino, che oggi è il compleanno.

See ya.
postato da: missmidnight alle ore 30/04/2009 11:27 | link | commenti | commenti
categorie: my life
domenica, 22 febbraio 2009

Cazzo ti balli?



Ma perchè in discoteca le donne, mentre fanno la fila al bagno, devono PER FORZA ballare?
 

postato da: missmidnight alle ore 22/02/2009 21:14 | link | commenti (5) | commenti (5)
categorie: the others, odio puro, società moderna
venerdì, 20 febbraio 2009

Fenomenologia degli omaggi



Quando si sente nell'aria la parola "in omaggio", "gratis", "3x2", "5x3" e così via, alla gente viene una insolita ansia da prestazione. Si catapultano tutti nella corsa sfrenata all'acquisto, pur di ottenere quell'omaggio, la maggior parte delle volte irrilevante, che diventa quasi simbolo del miglior cliente dell'anno.

Tralasciando questa psicosi nazionale, che evidenzia la stupidità dell'uomo e la furbizia del marketing, ieri sera ho notato un'altra cosa strana. Durante l'anteprima di un film, gratuita ma con posti limitati, il 90% delle persone in sala hanno iniziato a fare quell'insistente "shhhhhhhhhhhhh" ancor prima che il film iniziasse, come se fosse una proiezione di cui non potevano perdere nemmeno un fotogramma perchè magari pagata 20 euro. Quindi, quando le cose sono gratuite, la gente ci tiene di più a godersele.

Come quando uno va da qualche parte e c'è un buffet e la gente si prende a calci sugli stinchi e a catenate sulle gengive per accaparrarsi l'ultima tartina.

Ma staremo mica diventando un popolo di accattoni?

postato da: missmidnight alle ore 20/02/2009 14:21 | link | commenti (3) | commenti (3)
categorie: my life, ironizziamo, società moderna
giovedì, 19 febbraio 2009

Sex and the job



Oggi mi stavo chiedendo se mi scoperei mai qualcuno solo per ottenere un lavoro. Ora, non sto di certo parlando di fare la valletta in tv o di passare le mie serate a portare birra e patatine. Lavori che, in tutta sincerità, non vedo nel mio futuro. Io parlo del "lavorone", quello figo che ti permette di svegliarti la mattina e dirti che non stai buttando via tempo, quello che ti permette di comprarti casa, di mantenere una famiglia, di farti qualche viaggio ogni tanto.

Quello che ti rende una persona normale, non un bamboccione, né un fallito. Quello che ti fa sentire utile da un senso al tutto. Quello che tutti dovremmo avere, dopo esserci spaccati per anni, dividendo le nostre giornate tra libri noiosissimi e sfruttamento professionale più comunemente chiamato "gavetta".

Insomma, me lo sono chiesta. E alla luce dei tempi che corrono mi sono sorpresa a pensare che in fondo l'idealismo che avevo sulla questione tanto tempo fa, quello della serie "io voglio essere assunta per il mio cervello, non per le mie tette" sta un po' scemando. Mi sto disilludendo, chiedendomi se non sia la strada più facile offrirsi a qualche pappone di turno con il triplo mento e lo stomaco all'infuori ma tanto, tanto potente.

Certo, autostima e considerazione di sé vanno sotto i tacchi delle scarpe.
Ma è davvero così condannabile chi lo fa?

postato da: missmidnight alle ore 19/02/2009 12:43 | link | commenti (9) | commenti (9)
categorie: my life, sex , deliri lavorativi, società moderna
mercoledì, 18 febbraio 2009

Autoreggenti nere



Per lui era facile farle perdere la ragione. Era qualcosa che sentiva nell’aria appena si avvicinava al suo corpo. Era energia ed elettricità, stravolgimento sistematico di ogni suo senso.
Le mise una mano tra le gambe. Voleva sentire ogni vibrazione che il movimento delle sue dita le provocasse, ed ogni gemito era un’occasione preziosa per accelerare quella gestualità, per affondarsi nuovamente dentro di lei, per guardarla mordersi il labbro inferiore e lasciar cadere la testa indietro. Persa.
Lei era con le spalle al muro, tenuta immobile dalla prepotente pressione del corpo dell'altro. Sentiva quanta voglia stava salendo in lui e con soddisfazione saggiò con la mano, liberandolo dalla stretta dei pantaloni.
Lui la bloccò, stringendole il braccio. Lei lo guardò negli occhi. Era uno sguardo che sembrava implorarlo di lasciarla andare e contemporaneamente desideroso che quel gioco continuasse.
E continuò.
Senza abbassare gli occhi sollevò leggermente la gonna, lasciando intravedere il bordo scuro delle sue autoreggenti.

“Scopami” gli disse sorridendo.

E nella penombra di quella stanza vuota lui la prese lì, in piedi, senza lasciarle il tempo di pensare. Si strinse forte alle sue spalle assecondando i suoi movimenti. Affondò le unghie nella sua pelle. Sentì il suo odore su di lei. Ascoltò ogni sussurro.

E quando stremati da tanta, prepotente eccitazione, si lasciarono cadere sul pavimento, rimasero lì, tra ansimanti sospiri e sguardi pieni di complicità.

 E risero.

postato da: missmidnight alle ore 18/02/2009 09:25 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: sex , surrealismo e dintorni
martedì, 17 febbraio 2009

Indipendenze



I miei genitori mi vedono come una bomba atomica con esplosione differita e non vogliono accettare che io stia diventando adulta.

Si preannuncia la catastrofe.

postato da: missmidnight alle ore 17/02/2009 11:22 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie: my life, deliri famigliari
sabato, 14 febbraio 2009

Romea




Non mi sono mai fermata troppo a pensare a quello che è stato. E' come vivere sospesi, a metà tra la realtà e l'illusione, con la paura che tutto da un momento all'altro possa finire. E' la paura di perdere le cose importanti e belle, quelle per cui ora vale la pena di vivere intensamente e che danno un po' di senso, al tutto.

Ma quanto sono felice con te?

Voglio ancora cenette romantiche, etniche, italiane, casalinghe. Voglio ancora passeggiate in mezzo ai boschi, concerti punk dove si poga, viaggi a Londra e shopping a Camden Town, corse in aeroporto per non perdere il volo, viaggi in macchina fino al nostro rifugio reatino. Risvegli insieme, chiacchierate e televisione trash per tutta la notte, fotografie con la luce magica e abbracci, tantissimi abbracci. Voglio ancora fare l'amore con entusiasmo, voglio vedere decine e decine di film e guardarti suonare nei locali. Voglio fare progetti con te e voglio innamorarmi ancora con un solo sguardo. Voglio sentire la tua mancanza dopo che ti ho visto, voglio che il tempo corra veloce e che le nostre risate non smettano di esserci. Voglio amarti a tempo indeterminato, voglio credere che tutto questo non finirà mai.

E voglio avere gli occhi a cuore, sempre!
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categorie: all i need is love
venerdì, 13 febbraio 2009

L'undicesimo comandamento



"...farsi i cazzi propri"

E' una regola che le persone dimenticano sempre più spesso, intromettendosi con la loro pseudo saggezza in questioni che non le riguardano.Certe volte non lo fanno nemmeno con cattiveria, lo fanno perchè si sentono spinti da chissà qualche spirito caritatevole. Ti vogliono venire incontro, vogliono essere saccenti, vogliono aiutarti o semplicemente non hanno un cazzo da fare!

Insinuano, ti rivelano grandi verità sul tuo modo di comportarti, spesso rimproverandoti di aver sbagliato nelle scelte e di esserti comportata male. Ma chi l'ha deciso che devo sentirmi giudicata da chi conosco a malapena?

Nessuno può dirmi quello che devo fare, se neanch'io che vivo la mia esistenza so regolarmi. E nessuno deve darmi consigli quando io non ne voglio!

Ma perchè le persone non si trovano un hobby, che ne so, coltivare cactus, invece di stare in mezzo alle scatole?
postato da: missmidnight alle ore 13/02/2009 10:23 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: my life
giovedì, 12 febbraio 2009

Wishlist



Qualche sera fa ho rischiato di mandare a puttane il mio equilibrio psichico. Improvvisamente mi sono sentita senza forze, come se mi si fottesse il cervello. Non volevo vedere nessuno, non volevo fare niente, non volevo più pensare. Sono andata in tilt, sono scoppiata a piangere modello Cascate del Niagara e poi mi sono calmata. C'ho dormito su e ho preso consapevolezza che ho esagerato.

Credo di aver sentito tutti insieme i postumi di uesto intensissimo anno che è appena trascorso. Ed è difficile uscirne quando ci sei cosi dentro.

Ho tirato in ballo troppe cose, ma non è tanto la stanchezza fisica che mi ha mandato in corto circuito... è lo stress dell'incertezza.

Ho trovato un bel lavoretto part time in cui c'ho messo tanto entusiasmo, per poi dopo sei mesi essere licenziata (con estrema sofferenza da parte mia), avere nei mesi seguenti difficoltà economiche, esperienze lavorative malpagate o sconfortanti, per poi riessere assunta nel primo posto di lavoro... ma con molto meno entusiasmo e meno illusione da parte mia. E quando non mi aspetto nulla ecco che mi fanno il contratto più lungo della mia vita: 6 mesi.

Ho finito il mio praticantato giornalistico e anche sotto quel punto di vista è stato un anno intenso e pieno di soffisfazione. Non so cosa ci sarà in questo campo nel mio futuro, per ora sento solo il bisogno di definire il mio ruolo. Farò una domanda all'ODGù, poi un esame di Stato e poi verrò abilitata alla professione giornalistica. Ho rinunciato a partire per il mio viaggio studio e non ho dato importanza alle occasioni che mi si prospettavano per seguire questa vocazione giornalistica. Ad oggi mi chiedo se ne è valsa la pena, se potevo prenderla con più leggerezza e avere più tempo per fare altre cose. Ma va bene così.

Ho l'università che riesco a continuare a strozza e bocconi, per colpa della stanchezza, del poco tempo e del disinteresse. Un esame a febbraio (solo un esame) per poi definire bene il restante tempo e tentare di finire prima di diventare vecchia. Questo mi mette ansia, vedo i miei amici che finiscono prima di me, che già possono concetrarsi verso la carriera e la costruzione del futuro. E io ancora a studiare e a lavorare part time... mi chiedo se sto facendo la scelta giusta. Nel 2011, quando prevedo di finire la specialistica, avrò 27 anni. Nel 2011 vorrà dire che ho trascorso 9 anni dentro l'università italiana. NOVE ANNI.

Pensate, e sembra assurdo, lo so... ho il desiderio da due settimane di farmi una passeggiata... e non ci riesco. Non ho più tempo per me stessa, per gli altri, per niente. Ho tempo solo per le preoccupazioni e per i cali di forza morale, per la frustrazione e per l'incertezza. E quando mi chiedo se è questa la vita che dovrebbe condurre una venticinquenne mi viene un po' da sospirare.

Quando riuscirò anch'io a crearmi una strada, un futuro, un'identità?
Quando potrò, ad esempio, andare a vivere da sola e crearmi un'indipendenza?
Quando potrò dire che sono diventata qualcuno?

Il futuro mi preoccupa, come mi preoccupano gli anni che passano. Ci sono tante cose che voglio fare, prima di mettere dei paletti alla mia esistenza. Ci sono tanti modi in cui voglio crescere e definirmi. Sento che dovrà passare ancora un po' di tempo, e per ora mi limito a scrivere su un pezzetto di carta la mia personale "wishlist", che non comprende un paio di scarpe nuove o una borsa griffata, ma semplicemente l'ordine, la tranquillità e l'esere più serena, ogni giorno, in modo da poter godere di quello che la vita mi offre, e non di essere talmente stanca da non notarlo.

Voglio vivere. Rivoglio il mio entusiasmo. Ho tanta, tantissima voglia di ritrovarmi.

postato da: missmidnight alle ore 12/02/2009 11:58 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie: my life
martedì, 03 febbraio 2009

Noi, spaccheremo il mondo



Siamo quelli veri, quelli che a vent'anni vorrebbero rivoltare il mondo. Siamo quelli che si lasciano andare a conversazini politiche, a tumultuosi idealismi, a lancinanti emozioni. Siamo quelli che si emozionano ancora con una canzone degli anni ottanta, che piangono se vedono il Titanic, che si divertono a fare quattro chiacchiere con una birra in mano e una canna nell'altra tanto per farlo e non per dire di averlo fatto. Siamo quelli ch ai concerti pogano come pazzi, che si scatenano con i revival, che si imbarazzano se in un lento prendono tra le braccia una ragazza dondolando dolcemente. Siamo quelli che manifestano contro le ingiustizie, quelli cinici, che odiano i luoghi comuni, le apparenze, i sorrisi di cortesia, il "perchè si deve fare", l'ipocrisia e l'egoismo. Siamo quelli che sperimentano ma che rimangono ancorati ai loro principi. Siamo gli artisti moderni, siamo musicisti e scrittori, siamo quelli che dipingono la loro vita a tinte forti, materiche, violente. Siamo quelli che fanno l'amore in macchina, con la paura di essere sorpresi dalla sfortuna, dall'invadenza o dall'ingiustizia. Siamo quelli che fanno l'amore per divertirsi, e che si divertono pur amandosi. Siamo quelli fissati col sesso che poi chiedono solo sentimento. Siamo quelli che viaggiano tra Londra e Amsterdam, Parigi e Madrid, Berlino e Barcellona, imparando cosa significa la parola libertà. E bellezza. Siamo i trasgressivi che poi concludono le loro serate con un cornetto alla crema. Siamo quelli che cambiano lavoro ogni mese, precari ma mai arrendevoli. Siamo quelli che prendono nel passato un pezzo del loro futuro e lo incorniciano per tenere sempre a mente cosa li ha fatti diventare quello che sono ora. Siamo quelli che non hanno perso l'uso della parola e del cervello, quelli che ancora credono negli abbracci e nelle pacche sulle spalle, nelle strette di mano e negli sguardi d'ammirazione. Siamo quelli che sognano di vivere in un altro posto e che si impegnano per realizzarsi. 
Siamo quelli che non si lasciano piegare dagli eventi, quelli che reagiscono alla vita, quelli che trovano negli altri la loro forza, e in se stessi il loro coraggio.

Siamo noi, ventenni di oggi, che credono ancora nelle favole agrodolci della vita.




(dedicato a quella fetta di miei coetanei in via d'estinzione...)

postato da: missmidnight alle ore 03/02/2009 15:15 | link | commenti (5) | commenti (5)
categorie: società moderna
mercoledì, 28 gennaio 2009

Non fermarti mai

 



“Tu non vivi”
“Manda a fanculo tutto per un po’”
“Sei proprio una femmina”
“Trova l’equilibrio”
“Non hai più tempo per niente, nemmeno per te stessa”
 


Non che l’ambizione sia una cosa cattiva, intendiamoci. Ma a un certo punto ti domandi se tutto questo abbia un senso. Se spaccarsi la schiena sotto il peso delle responsabilità, giorno dopo giorno, ti porterà prima o poi a qualcosa di concreto. Se trascurare gli affetti, ad esempio, sia giusto. E l’insoddisfazione cresce e l’entusiasmo scema. Ma quant’è difficile trovare l’equilibrio? Ma io poi, voglio realmente ritrovarmi tranquilla, serena ed, appunto, equilibrata? Oppure sono quel tipo di persona che ha bisogno sempre di sentirsi con il piede sul ciglio del burrone, che deve sentire onnipresente il brivido dell’insicurezza e la tentazione dell’ignoto per sentirsi viva? La vita è davvero movimento frenetico e vorticoso, futuristico baricentro di sensazioni contrastanti e poco lineari? Perché, quando ho assaporato la vita per la prima volta, dopo anni di restrizioni consapevoli e amaramente accettate, mi sentivo pervasa da una scarica di adrenalina unica, da una voglia di vivere invidiabile, da un’incredibile potenza? Perché sento che mi sto di nuovo acquietando? Forse è normale, forse sono stanca, forse ho alzato le mani e mi sono arresa alla vita, che deve andare così, deve essere così. C’è chi dice che non mi fermerò mai, mai più. E per molte cose sono felice, per altre incredibilmente disillusa.
 
E allora mi domando: sarò mica malata d’insoddisfazione?
postato da: missmidnight alle ore 28/01/2009 11:42 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie: my life
martedì, 23 dicembre 2008

Il Natale è demodé!

Non capisco perchè le persone amino questo periodo dell'anno. Le strade sono invivibili, i negozi stracolmi di gente nervosa e ipereccitata dall'idea di fare qualche regalo. Si pensa a cosa cucinare la sera della vigilia, e poi per il pranzo di Natale e poi per la cena di Natale e per il pranzo di Santo Stefano. E po si pensa a fare il presepe, l'albero con tutte quelle orrende palle colorate e quelle inguardabili ghirlande pelose, che bisogna pure prestare attenzione alle lampadine se no va pure a finire che se sono cinesi ti va a fuoco casa. Poi ti ritrovi la sera del 24 che stai con in una mano una lametta e in un'altra una fetta di pandoro, l'unica cosa che forse ti permette di non tagliarti le vene e colorare ancora un po' più di rosso quella giornata. E i film... che depressione. Quest'anno lo faranno Fantaghirò? Mamma ho perso (e riperso) l'aereo? Una poltrona per due? Il principe cerca moglie? Miracolo sulla ventiquattresima strada? Sorellina e il principe del sogno? Il ragazzo di campagna?
E poi bisogna essere tutti felici e sorridenti, ma perchè? E perchè devo sentirmi obbligata a fare gli auguri? Auguri di che? Cioè, che è la festa mia? E poi diecimila auguri in una giornata stuccano un po'. Auguri, auguri, auguri... aaaaarghh! Arrivi all'epifania che ne sei saturo.
Poi si inizia a pensare al Capodanno. Che fai a Capodanno? Boh! Ma perchè bisogna fare per forza qualcosa a Capodanno? Cosa bisogna festeggiare? Perchè le donne si devono vestire con mille lustrini colorati da simil drag queen? Perchè gli uomini per l'occasione si vanno a fare mille lampade? Perchè si mangia la lenticchia e si dice che si contano i soldi? Perchè si ascolta PAOLO FOX come se fosse un superindovino che se non lo ascolti avrai sfortuna per tutta la vita?
E perchè si fanno i trenini? E perchè alla televisione c'è sempre Lucio Dalla ubriaco?

Le feste natalizie mi fanno cagare! Una petizione per abolirle dal calendario no eh?
postato da: missmidnight alle ore 23/12/2008 15:15 | link | commenti (6) | commenti (6)
categorie: the others, odio puro, anticlericalismo, ironizziamo, società moderna
giovedì, 20 novembre 2008

Per imparare a vivere insegnami a pogare



On air: Adicts - Viva la revolution



Un colpo, due, tre. Gente sudata che spinge. Fiato corto, sudore, movimento e spirito di sopravvivenza.
 
Non vi sembra il ritratto perfetto dell'esistenza umana?
 
L'uomo è nato per per abbattere gli altri in quel gran tumulto di avvicendamenti che crea fermento e passione.
 
L'entusiasmo si annusa nell'aria, mischiato con l'odore acre dell'invidia, della rabbia e dell'incoscienza.
 
Un colpo allo stress e uno al dovere. Talvolta bisogna abbattere anche l'ambizione per cause di forza maggiore, e altre va sottomesso l'ego ai piedi di una realtà ben meno altisonante.
 
Un colpo agli invidiosi, un altro ai falsi, uno agli sleali e nessuna pietà contro gli spietati arrivisti. Colpiamo gli sciacalli, gli squali dei sentimenti che divorano prede senza distinguere il bene e il male. Colpiamo chi non sa più amare, scavalchiamolo. Non aiutatelo, lasciatelo indietro con le sue convinzioni, perdetelo di vista e poi guardatelo mentre viene schiacciato dal peso della frustrazione.

Un colpo all’incertertezza, alle attese, ai desideri irrealizzati, all’aridità, alle aspettative e ai ricordi che bruciano in frammenti di cuore mai rinsaldati.
 
Traballiamo, vacilliamo per poi cadere con le ginocchia a terra, inermi e disagiati, umiliati e senza speranza. Difficile rialzarsi, la gente scalcia, spinge, si ammassa per rimanere poi sempre nello stesso punto, girando intorno in un movimento senza esito.
 
Ma in questo marasma esistenziale l'ultimo può diventare primo e il primo l'ultimo.
La fortuna può strizzare il suo occhio bendato e far emergere chiunque voglia.
 
Perché la vita è come una gran pogata, basta capire in che verso prenderla.
postato da: missmidnight alle ore 20/11/2008 11:43 | link | commenti (9) | commenti (9)
categorie: the others, sentimentalismi, surrealismo e dintorni, società moderna
martedì, 07 ottobre 2008

Io sono poliedrica

Mi sono riappropriata della mia libertà e della mia capacità di decidere, con forza, prepotenza e un pizzico di egoismo.

E' stato un anno intenso. Paura, curiosità e audacia si sono fatte largo dentro di me, talvolta dilaniandomi, impedendomi di ragionare e guidando i miei movimenti e le mie parole. Ho fatto male ad alcune persone che avevano deciso di volermi bene e ad altre che improvvisamente avevano smesso di farlo. Ma sono sempre stata sincera, nel mio terrore di soffrire, nella mia esasperata voglia di distaccarmi dalla realtà.

E' stato un anno in cui ho incrociato tanti sguardi. In cui ho detto cose che avrei dovuto tacere. In cui ho riso fino alle lacrime. In cui ho pianto poche volte, ma con intensità. In cui mi sono accorta che la felicità è vera solamente se condivisa. In cui se le persone che avevo vicino mi sono rimaste accanto allora sono veri amici. In cui ho capito che da soli è dura cavarsela, ma è altrettanto appagante poter vincere le difficoltà della vita senza spalle su cui appoggiarsi. E dove ho conosciuto la mia incredibile forza e mi sono chiesta dove l'avevo nascosta in tutto questo tempo,

E' stato un anno in cui pensavo di non farcela. In cui ho creduto che le cose dovessero andare sempre male. In cui ho rivisto la luce dopo tanto buio. In cui la felicità è arrivata prepotente e la libertà improvvisa. In cui mi sono sentita dapprima smarrita e poi incredibilmente vogliosa di apprendere tutto quello che avevo lasciato da parte. Ho avuto voglia di fare, di conoscere, di vivere. E oggi mi sento arricchita, pensante, anticonformista, idealista, nuova.

E' stato un anno in cui ho visto città nuove. In cui ho conosciuto gente. In cui ho incrociato sguardi e detto cose. In cui ho cambiato tanti mestieri. In cui sono cresciuta professionalmente e culturalmente. In cui ho capito che bisogna dare per avere e che le relazioni vanno coltivate. In cui ho scoperto quant'è bello il dinamismo, la compagnia, l'iperattività, l'ambizione.

E' stato l'anno in cui mi sono di nuovo innamorata, e tanto. Il mio cuore di ghiaccio si è sciolto di nuovo, bisognoso di affetto e di attenzione, ferito ma pieno di speranza, calpestato ma masochisticamente ancora capace di sentire. Aperto all'emozione, alla sofferenza, alla felicità.

E' stato l'anno in cui non gli ho mai permesso di smettere di battere.
E non glielo permetterò mai più.

Avevo bisogno di mettere ordine nella mia vita. C'è voluto tempo, pazienza, fatica e decisione. Ho guardato bene cosa possiedo e cosa ancora mi manca, quali sono i miei rimorsi e quali i miei rimpianti. Quali sono stati i miei sbagli e a quanti di essi posso rimediare.

Ora non so dove mi porterà la strada che ho scelto. Forse non voglio nemmeno saperlo. Ogni volta che ho fatto progetti poi li ho sempre mandati all'aria, compiacendomene.

Oggi sono una donna nuova.

Io oggi sono libera.

postato da: missmidnight alle ore 07/10/2008 00:02 | link | commenti (6) | commenti (6)
categorie: my life
mercoledì, 17 settembre 2008

Trasvolate atlantiche

Lo so anch'io che non è che non ci vedremo più e che stai a due ore di aereo e che con queste continue offerte di voli potremo farci queste trasvolate atlantiche abbasta spesso. Ma è la prima volta che ci separiamo dopo quattordici anni ed io ora, lo ammetto, mi sento un pochino smarrita. Forse perchè ancora non mi sono ripresa dal mio periodo di confusione, forse perchè tu sei sempre stata la mia unica certezza, il mio unico punto fermo. Forse perchè sei una delle poche persone a cui penso durante la mia giornata e in cui ho riposto tutta la mia fiducia.

Ma il pensiero di ritrovarci a novembre sulla London Eye, però, mi fa sorridere e rende tutto meno amaro.

Sono felice per te e spero che riuscirai a trovare la realizzazione, la fortuna e la felicità che forse Roma non ti stimolava nemmeno a cercare. Spero che tutto questo renda la tua esistenza meravigliosa, anche senza di me.

E spero che il nostro legame, anche a una così grande distanza, non si spezzi mai.

Ti voglio bene, Gino.

:'(

postato da: missmidnight alle ore 17/09/2008 10:11 | link | commenti (8) | commenti (8)
categorie: my life, sentimentalismi
venerdì, 12 settembre 2008

Lei

"Mi dispiace"

Le labbra si schiusero in un sibilo rotto dall'emozione. Avrei voluto dirle di restare li con me a tenermi ancora stretta la mano. Ma ero stata lapidaria: nessun possibilità di scelta per lei in quel momento. Se non l'avessi fatta alzare da quel divano di pelle trattenendola per un braccio la mia vita avrebbe continuato ad essere una strana altalena di convinzioni e doveri, di cose giuste o sbagliate, di penseri e di fatti in contraddizione tra di loro.

Eppure era bellissima. Sapeva sempre come riuscire a tirare fuori il meglio di me da ogni situazione, con ogni persona, in qualsiasi momento. Mi dava forza e coraggio, mi faceva sentire speciale. Mi aveva fatto diventare una donna forte. Io l'amavo, tantissimo e non potevo resisterle.

Quando entrava dentro di me, con sensuale prepotenza, candidamente credevo che non ci saremmo mai separate. E quando dormivo accanto ad un uomo lei era sempre li a guidare i miei movimenti, ad accarezzarmi l'anima, rubandomi quello che in quel momento sarebbe potuto diventare qualcosa di più importante, privandomi del piacere di lasciarmi trasportare dall'amore di una sera più del dovuto.

Mi diceva che dovevo essere forte. Mi chiudeva la bocca con un bacio quando volevo far uscire la mia dolcezza. E mi bloccava le mani se tentavo di aprirle in un abbraccio. Mi chiudeva in casa se avevo voglia di scappare.

Mi legava a se quando io avevo solo bisogno di amare.

Ero la sua amante, la sua schiava, la sua allieva.
Lei era la mia ossessione.

Ma era arrivato il momento di liberarsene. Mi guardava con i suoi occhi di ghiaccio e io le chiusi la porta in faccia. Vi appoggiai le spalle contro e piano scivolai a terra. na mano mi sfiorò il mento. Alzai lo sguardo. Due splendidi occhi scuri mi fissavano.

"Ti amo" gli dissi con un filo di voce.

E finalmente ci credetti. Ero riuscita a far uscire dalla mia vita la paura d'amare.

postato da: missmidnight alle ore 12/09/2008 19:18 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie: my life, racconti, istantanee, sentimentalismi, surrealismo e dintorni
mercoledì, 10 settembre 2008

Le persone mi stupiscono

E nel bene o nel male le persone riescono ancora a stupirmi.

Ed è strano che le sorprese arrivino da chi conosci bene. Talvolta non te le aspetti, talaltra invece ci speri.
Alcune persone rivendicano le loro ragioni senza dare alcuna possibilità di resa, dimenticando che non tutti vediamo le cose con gli stessi occhi.

Altre invece ti tendono la mano, nonostante tutto, e riescono a dimostrarti che sono presenti, ancora.

E capisci che non ci vogliono gesti esasperati per dimostrare qualcosa a un'altra persona. Basta sincerità, basta guardarsi dentro e tirare fuori quello che sentiamo.

Basta prendersi meno sul serio, votarsi alla leggerezza e alla duttilità, aprirsi a differenti posizioni, capire chi sbaglia e chi ha ragione, tentare di comprendere almeno le idee dell'altro.

Basta ascoltare. Basta capire.

C'è chi oggi l'ha fatto e chi no.

Si, le persone riescono ancora a sorprendermi. E forse io riesco a sorprendere loro.

Perchè in fondo anch'io riesco ancora a stupire me stessa.

postato da: missmidnight alle ore 10/09/2008 22:02 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie: my life, the others, sentimentalismi
lunedì, 08 settembre 2008

Madonna... che ammazzata!

Dire "concerto di Madonna" è come dire "guerra per la sopravvivenza". Perchè è questo che è stato alla fine, un massacro. Quello che abbiamo vissuto noi piccoli sfollati per tutte quelle ore è un vero e proprio attentato alla sanità mentale di un uomo!

Partiamo dal presupposto che il concerto è stato bellissimo anche per i (non) fan come me. Io ci sono capitata più che altro per curiosità, visto che tutti mi parlavano dll'evento dell'anno imperdibile. Ho tirato fuori dal portafogli 70 euro e mi sono presa un bel biglietto prato perchè secondo me i concerti vanno visti da sotto, in tribuna non ti godi una sega.

Siamo arrivati li alle sette di mattina, armati di viveri, acqua in quantità industriale e passatempi vari (il mio era quel mattone di Storia dell'editoria, pensate come sono diligente a studiare anche in mezzo alla calca!). C'era già un casino di gente, tende, sacchi a pelo. Il mio primo pensiero è quello di andare a cercare i bagni chimici perchè fino all cinque che avrebbero aperto i cacelli, cavolo, magari non la tenevo. Con orrore scopro che ci sono solamente due Sebach per (minimo) ventimila persone che attendevano di entrare nel prato. Uno schifo, perchè poi la gente faceva pipì dove capitava e tutta quella strada in cui stavamo seduti in attesa era diventata una latrina a cielo aperto.

Alle 10 inizia il caldo torrido e tutti sfoderano i loro ombrelli per ripararsi. Alle 10 e 30 una folla impazzita ci investe, costringendoci a correre come forsennati (senza capire il perchè). Ci troviamo a dover saltare transenne buttate giù, bottiglie d'acqua, sacchi a pelo, scarpe, lenzuola, borse e chi più ne ha più ne metta. Allla fine ci blocchiamo, ammassati e sudati fino alle due, per poi fare un altro centinaio di metri avanti, sempre di corsa sotto al sole (ma 'sta stronza non poteva fa il concerto il primo dicembre? cit.) dove io mi sono ritrovata appollaiata su una transenna rovesciata per altre quatto ore, tanto che avevo i piedi che stavano diventando come quelli di un pappagallo (Ao! Me pare da sta sur trespolo! cit.).

Stare in una situazione del genere era aggravato dal caldo, dall'impossibilità di bere (perchè altrimenti dovevi fare pipì e non c'erano i bagni), dalla gente che ti collassava vicino e dalle checche isteriche. Facciamo una distinzione precisa, ci sono gli omosessuali e ci sono le checche isteriche. Queste ultime sono peggio delle ragazzine alla Paris Hilton, lamentose, saccenti e pure maleducate. E spingono come delle pazze!
Perchè poi c'è stato il vero e proprio rischio di schiacciamento quando hanno aperto i cancelli, dove siamo stati stipati come sardine, dove i cancelletti erano strettissimi e prendevi botte incredibili, dove poi ci siamo ritrovati a correre per un quarto d'ora fino ad arrivare all'agognata meta... eravamo in prima fila (e volevo vedere).

In tutto questo le guardie facevano le coattone non mettendo assolutamente ordine, anzi, incitando a far incazzare i ragazzi (che poi dopo tutte quelle ore in piedi eravamo già incazzati di nostro), i medici arrivavano dopo un'ora che la gente si sentiva male, la mancanza totale di acqua sulla folla per ristorarci dal caldo e la mancata distribuzione gratuita di acqua se non all'interno durante il concerto, dove però avranno aperto in tutto dieci cassette di acqua piccola per trentamila persone.

Io ho perso dieci anni di vita e sensibilità in ogni parte del corpo.

E Madonna è stata forte, uno spettacolo bellissimo. Lei smignotteggiava con i ballerini, lanciava sguardi ammiccanti, faceva riferimenti al Papa, beveva shottini e se la divertiva un sacco.

Noi, ammassati come bestie sudate ci siamo comunque divertiti.

E ringraziamo la Madonna di essere sopravvissuti!

[altre info nella mia recensine su Urloweb]

postato da: missmidnight alle ore 08/09/2008 10:56 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: my life, eventi, società moderna
venerdì, 05 settembre 2008

You must love me

Che cosa faremo ora? Non era questo quello che doveva accadere. Hai creduto in me e io in te, ma ora ogni certezza è svanita. Come faremo a far sopravvivere i sogni che avevamo? Come possiamo mantenere vive le nostre passioni, nonostante tutto?

In fondo al cuore nascondo delle cose che vorrei avere la forza di esprimere. Ma ho paura a confessare cosa provo, perchè se lo facessi ti perderei per sempre.

Devi amarmi... devi amarmi.

Perchè sei ancora al mio fianco? Come potrei mai aiutarti adesso? Dammi una sola possibilità e io ti dimostrerò che non è cambiato nulla. Non è mai cambiato nulla.

In fondo al cuore nascondo delle cose che vorrei avere la forza di esprimere. Ma ho paura a confessare cosa provo. Ho paura di perderti.

Devi amarmi... devi amarmi.


(Testo tratto da You must love me di Madonna in attesa del fantastico concerto - quanto bordelloso, già pregusto il bagno di folla - di domani. Ora vado ad accamparmi all'Olimpico, abbiate pazienza).

postato da: missmidnight alle ore 05/09/2008 17:53 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: istantanee
lunedì, 01 settembre 2008

London Loves

Inutile inventare storia. E' stato amore a prima vista.

Londra è una città fantastica, colorata, che corre veloce. Immersa in quel gran casino mi sono trovata dapprima spiazzata. Poi si è creata una sorta di vena simbiotica con quelle mura, quelle strade, quell'atmosfera.

Per me poi che fino a qualche mese fa ero partita in quarta con l'idea di andarci a vivere per qualche tempo e poi invece, più ponderatamente, ho deciso di vivermela in modo tranquillo, tanto per vedere com'era, come mi trovavo.

Ho amato ogni cosa.

Piccadilly con le sue luci.

Tottenam Court Road  per il fish and chips.

Hide Park per i suoi scoiattoli.

Il Tamigi perche percorreva le meraviglie londinesi.

Camden Town per la sua trasgressività.

Holborn, perchè risiedevo li in quel piccolo ostello, in quella essenziale stanzetta in cui sognavo di rimanere e rinchiudere il mio mondo.

I musei, le serate ai pub, la vita anticipata, il sushi, i concerti indie, I Fabulous Penetrators, i vestiti da pin up, fumare il tabacco, gli skinny, la magia del Tower Bridge, le centinaia di foto scattate alla London Eye, gli autobus a due piani, le metropolitane, l'orientale a buffet, il ristorante di Marrabbio, il rischio perenne di essere investiti, il caffè americano, il "sorry" londinese, la diffidenza nei confronti degli italiani, la lingua contratta, i toast con la marmellata, Portobello Road, All Stars a prezzi stracciati con tanto di sostituzione nella scatola, i fast food, la cioccolata con i canditi, i Muffin, le risate.

Otto giorni indimenticabili di cui rimangono tantissimi ricordi e qualche fotografia.

Non scorderò mai questo viaggio e la nostalgia che mi ha lasciato dentro.

postato da: missmidnight alle ore 01/09/2008 19:28 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: voyage
giovedì, 31 luglio 2008

Lavori in corso

Si avvisa la gentile clientela che questo blog è in fase di ristutturazione. Se vedete giorno dopo giorno cambiamenti strani ed estemporanei sono dovuti semplicemente all'estro della proprietaria che non trova pace.

Il rilancio ufficiale del suddetto si avrà da settembre.

Nuova forma, nuovo stile, nuovi contenuti.

Abbiate pazienza!

postato da: missmidnight alle ore 31/07/2008 23:05 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie:
giovedì, 24 luglio 2008

Il perseguimento dell'imprecisione

Ho capito che la vita inquadrata in schemi precisi e poco confusi non fa per me. Amo le situazioni torbide, poco chiare, indistinte. Mi fanno emozionare, talvolta nel bene e talaltra nel male.

L'imprecisione è lo scopo della mia vita.

Appunto, della mia vita. Se le persone iniziano ad essere per me impenetrabili, allora l'imprecisione mi spaventa. Ultimamente sta accadendo troppo spesso. Mi chiedo che problema hanno le persone nei miei confronti o se sono io, alla fine, ad averne nei loro.

Vorrei solo essere lasciata in pace, vorrei essere libera di fare delle scelte, di vivermi le mie situazioni e le mie cose senza il dovere di giustificarmi ogni volta. Solo così l'imprecisione è davvero imprecisa, ma nella sua imperfezione diventa l'unica arma di appagamento in questo strano mondo.

Io voglio avere contorni sfumati e indefiniti, disegnati come dalla mano di un bambino vittima dell'istintualità più innocente. Non voglio più essere preda delle debolezze umane. Ho capito cosa tenere e cosa lasciare. Ho capito da cosa volio essere circondata.

Voglio imprecisione, non una maschera di ipocrisia.

postato da: missmidnight alle ore 24/07/2008 12:41 | link | commenti | commenti
categorie: my life, the others, sentimentalismi
lunedì, 23 giugno 2008

Rapporti umani tra difficoltà e semplicità: ma ne vale la pena?

Quando mi capita di ascoltare storie di persone sentimentalmente in crisi la prima cosa che riesco a fare è invidiare ardentemente chi ha fatto della solitudine una scelta di vita. Quante rotture di palle in meno, quante valutazioni di pro e contro, quante pippe mentali e quanti inutili patemi d'animo ci risparmieremmo? In fondo qualcuno disse che "nasciamo soli e inevitabilmente moriamo soli" ed è una grande, grandissima verità. Non possiamo fidarci di nessuno, se non momentaneamente. Non possiamo riporre la nostra esistenza nelle mani di qualcun altro con la convinzione che quella persona ci ricambierà per sempre e non farà mai nulla per farci stare mle. In fondo noi stessi, pur conoscendoci, non possiamo essere sicuri che un giorno il compagno che abbiamo scelto verrà accantonato per qualcos'altro, escludedolo totalmente dalla nostra esistenza.

L'amore è un cinquanta e cinquanta, e forse è un po' da ipocriti pensare che sia quel sentimento idealizzato, eterno e meraviglioso che rende tutti più felici e più umani. In fondo l'amore è solo una grande corsa, dove c'è sempre qualcuno che sta avanti e qualcuno che rimane indietro, un inseguito e un inseguitore, una preda e un cacciatore, una vittima e un carnefice. Ed è un modo molto cinico di ragionare, forse, ma è la razionalità e l'analisi critica di certi avvenimenti che mi fa parlare così.

Quando si decide di mettersi in gioco si deve mettere per forza in conto che quella storia ci potrà portare tanto appagamento quanta sofferenza. O ancor peggio, indifferenza dopo interminabili istanti di emozione.

A volte mi domando se questo folle sentimento esista sul serio o sia qualcosa che gli uomini ricercando disperatamente, per colmare le insoddsfazioni quotidiane della loro esistenza.

E vale la pena viverselo se inevitabilmente è destinato a finire? L'incostanza degli animi e delle persone, la poliedricità degli ambienti e delle situazioni ci rendono diversi ogni giorno che passa. Cambiano le esigenze, gli umori. Cambiano i caratteri e i pensieri. Cambiamo noi, e neanche ce ne accorgiamo.

Forse la chiave è davvero nel vivere come ci viene, nel godere dell'istante senza troppi problemi, nel lasciarsi andare se si sente di farlo, nel frenarsi se sappiamo che non è quello che desideriamo in quel momento.

Nel piangere e urlare se ci si sente feriti, con la convinzione che tutti si rialzano, che tutto finisce, prima o poi.

Forse è questa la semplicità di cui sento parlare, a proposito dei rapporti umani.

Questa sera vorrei saperla insegnare a chi mi sta accanto, per alleviare i turbamenti che lo affliggono. Ma poi ci penso su e mi rendo conto che non sono la persona più adatta, perchè in fondo io stessa sono per vivermi il tutto masochisticamente senza darmi mai per vinta.

Semplicità. Forse io non ci sono tagliata.

postato da: missmidnight alle ore 23/06/2008 22:40 | link | commenti (8) | commenti (8)
categorie: my life, the others, sentimentalismi
martedì, 17 giugno 2008

I tagli col passato

Non so precisamente che senso abbia ma fateci caso: quando abbiamo bisogno di dare una svolta alla nostra vita in positivo tendiamo anche materialmente a fare qualcosa.
Ti lasci col ragazzo e corri subito dal parrucchiere per cambiare look, hai dei problemi lavorativi che vorresti risolvere e metti ordine a casa, vorresti cambiare la tua vita sociale e allora di sistemare la tua rubrica del telefono. La cancellazione, la modificazione, il taglio col passato tende a rassicurarci e a darci quell'appiglio per poi dire "ok, da oggi mi metto lì tipo scalpellino e mi plasmo la vita come la voglio io".

Ma in realtà sono tutte cazzate, non è che se passo dalle Camel alle Lucky Strike nella mia esistenza cambia qualcosa (tranne la voce da trans che mi ritrovo dopo aver fumato un pacchetto intero, ma questo è un altro paio di maniche).

Oppure quando uno parte per cambiare vita. Li abbiamo sicuramente un fenomeno più radicale, ma non meno stupido. Sapete perchè? Non sono le cose che ci circondano che devono cambiare se prima non cambiamo noi. Potremo essere circondati dalla bellezza più estrema e dalle persone più meravigliose, ma se noi rimaniamo gli stessi pessimisti del cazzo, gli stessi disillusi sempre sul piede di guerra, non ci andrà mai bene niente. E questo sicuramente non cambia con tutti gli stramaledetti cambi di stagione, pulizie di primavera e riordini vari.

Ma credere nei nuovi inizi è una così bella illusione, perchè privarcene?

postato da: missmidnight alle ore 17/06/2008 11:08 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: sentimentalismi
lunedì, 16 giugno 2008

Black time

E alla fine è arrivato. Lo sento pervadere l'aria che mi circonda, rendendola pesante, soffocante. E' il periodo nero in cui tutto sembra andar male, dove ogni soluzione appare come un futile vaneggiamento di chi cerca di arrampicarsi sugli specchi, di chi non vuole accettare la realtà delle cose come stanno.

Licenziata, liquidata, scaduta. Ogni termine sembra adatto a definirmi in questo momento. La ricerca, il ritrovarsi dinanzi a persone che vogliono farti sentire un cazzone mentre in realtà i veri cazzoni sono loro, e che comunque il dubbio dell'inadeguatezza riescono a insinuarlo. Per chi poi eccellere in ogni campo è stato sempre un imperativo di vita, sentirsi rifiutato equivale a una sconfitta. E può essere un semplice posto da commessa come una missione di pace in Iraq, non  la grandezza che la rende importante, quanto il significato che quella stessa alzata di bandiera bianca ha in quel preciso istante della tua vita.

E che io sia pessimista non ci sono dubbi, ma non sono una persona che ama piangersi addosso. La faccia depressa mi invecchia pure, cazzo. Ma sono obiettiva, gira tutto al contrario ultimamente. E più ti ammazzi e più la gente tende ad aiutarti (ad ammazzarti).

E le persone dissolvono i sentimenti mescolandoli all'indifferenza e all'ipocrisia, nascondendosi dietro luoghi comuni, bugie e sensi di colpa.
E sembra non esserci via d'uscita.

E' un periodo triste, nero come la pece, che sembra non finire mai.
Lo attendevo al varco, con le mani avanti, pronta a non farmi abbattere.
Ma il mio coraggio decresce, le mie certezze si dissolvono.
E si diventa estranei anche di se stessi.
La tristezza mi distrugge.
Il cuore si spacca.

E poi ti rompi il cazzo di sentirti una merda in mezzo ad altra merda che ti circonda.
Allora è tempo di reagire.

postato da: missmidnight alle ore 16/06/2008 17:35 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie: my life, sentimentalismi, deliri lavorativi
domenica, 15 giugno 2008

Demoralizzazione lavorativa (again)

Oggi mi scade il contratto di lavoro e sono le dieci e mezza e ancora non mi hanno fatto sapere di che morte devo morire. Vi sembra normale? No dico, VI SEMBRA NORMALE? Per fortuna che il mio è un lavoro part time inter-studio e che quindi perderlo non fa si che mi ritrovi da un momento all’altro sotto ponte Marconi a vivere tra i topi. Ma altre 90 persone che non la pensano così stanno nelle mie stesse condizioni. La questione lavorativa in Italia è davvero da rivedere, speriamo che qualcuno ci pensi (illsioni, pure illusioni!)

Nell’alternativa ho trovato un bell’annuncio di lavoro su Portaportese. Ricercano persone che si travestano da Winnie the Pooh da spedire nei parchi di divertimento. Ero già con la cornetta in mano per chiamarli, poi il mio collega mi ha detto “ma vuoi suicidarti?” (Pensate a Winnie e poi penate al caldo estivo e fate due più due…)

Mi dispiace dover lasciare i miei colleghi, ormai siamo diventati una sorta di grande famiglia e in questi quattro mesi sono stata accolta a braccia aperte da (più o meno) tutti.

Mi sento come quando li dovetti lasciare per la prima volta. In quel periodo la mia vita subì un grande cambiameto… come ora. Non solo a livello lavorativo. Certe volte sembra che le cose, per chissà quale movimento cosmo-astrofisico si allineino per formare un’unica grandissima catastrofe.

E certe volte ho paura di non saperne uscire, di correre in un vicolo cieco mentre mi manca l’aria. E penso che in fondo basta rifarsi crescere il pelo sullo stomaco e una scorza dura tutta intorno per evitare di pensare… e di sentire.

Perchè se ti lasci andare sei perduto. Se ti fermi sei perduto. Se sei debole inevitabilmente soffrirai. E io non voglio, non più.

postato da: missmidnight alle ore 15/06/2008 16:15 | link | commenti | commenti
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Chi sono

Utente: missmidnight
Nome: Serena
Neo-comunicatrice, scrittrice per passione e giornalista a metà che combatte con la lama tagliente dell'ironia le ingiustizie nel mondo. Con una punta di cinismo, un pizzico di dolcezza e un assaggio di passione.

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