lunedì, 23 giugno 2008 | in : my life, the others, sentimentalismi

Rapporti umani tra difficoltà e semplicità: ma ne vale la pena?

Quando mi capita di ascoltare storie di persone sentimentalmente in crisi la prima cosa che riesco a fare è invidiare ardentemente chi ha fatto della solitudine una scelta di vita. Quante rotture di palle in meno, quante valutazioni di pro e contro, quante pippe mentali e quanti inutili patemi d'animo ci risparmieremmo? In fondo qualcuno disse che "nasciamo soli e inevitabilmente moriamo soli" ed è una grande, grandissima verità. Non possiamo fidarci di nessuno, se non momentaneamente. Non possiamo riporre la nostra esistenza nelle mani di qualcun altro con la convinzione che quella persona ci ricambierà per sempre e non farà mai nulla per farci stare mle. In fondo noi stessi, pur conoscendoci, non possiamo essere sicuri che un giorno il compagno che abbiamo scelto verrà accantonato per qualcos'altro, escludedolo totalmente dalla nostra esistenza.

L'amore è un cinquanta e cinquanta, e forse è un po' da ipocriti pensare che sia quel sentimento idealizzato, eterno e meraviglioso che rende tutti più felici e più umani. In fondo l'amore è solo una grande corsa, dove c'è sempre qualcuno che sta avanti e qualcuno che rimane indietro, un inseguito e un inseguitore, una preda e un cacciatore, una vittima e un carnefice. Ed è un modo molto cinico di ragionare, forse, ma è la razionalità e l'analisi critica di certi avvenimenti che mi fa parlare così.

Quando si decide di mettersi in gioco si deve mettere per forza in conto che quella storia ci potrà portare tanto appagamento quanta sofferenza. O ancor peggio, indifferenza dopo interminabili istanti di emozione.

A volte mi domando se questo folle sentimento esista sul serio o sia qualcosa che gli uomini ricercando disperatamente, per colmare le insoddsfazioni quotidiane della loro esistenza.

E vale la pena viverselo se inevitabilmente è destinato a finire? L'incostanza degli animi e delle persone, la poliedricità degli ambienti e delle situazioni ci rendono diversi ogni giorno che passa. Cambiano le esigenze, gli umori. Cambiano i caratteri e i pensieri. Cambiamo noi, e neanche ce ne accorgiamo.

Forse la chiave è davvero nel vivere come ci viene, nel godere dell'istante senza troppi problemi, nel lasciarsi andare se si sente di farlo, nel frenarsi se sappiamo che non è quello che desideriamo in quel momento.

Nel piangere e urlare se ci si sente feriti, con la convinzione che tutti si rialzano, che tutto finisce, prima o poi.

Forse è questa la semplicità di cui sento parlare, a proposito dei rapporti umani.

Questa sera vorrei saperla insegnare a chi mi sta accanto, per alleviare i turbamenti che lo affliggono. Ma poi ci penso su e mi rendo conto che non sono la persona più adatta, perchè in fondo io stessa sono per vivermi il tutto masochisticamente senza darmi mai per vinta.

Semplicità. Forse io non ci sono tagliata.

missmidnight @ 23/06/2008 22:40 | commenti (5)(popup) | commenti (5)
martedì, 17 giugno 2008 | in : sentimentalismi

I tagli col passato

Non so precisamente che senso abbia ma fateci caso: quando abbiamo bisogno di dare una svolta alla nostra vita in positivo tendiamo anche materialmente a fare qualcosa.
Ti lasci col ragazzo e corri subito dal parrucchiere per cambiare look, hai dei problemi lavorativi che vorresti risolvere e metti ordine a casa, vorresti cambiare la tua vita sociale e allora di sistemare la tua rubrica del telefono. La cancellazione, la modificazione, il taglio col passato tende a rassicurarci e a darci quell'appiglio per poi dire "ok, da oggi mi metto lì tipo scalpellino e mi plasmo la vita come la voglio io".

Ma in realtà sono tutte cazzate, non è che se passo dalle Camel alle Lucky Strike nella mia esistenza cambia qualcosa (tranne la voce da trans che mi ritrovo dopo aver fumato un pacchetto intero, ma questo è un altro paio di maniche).

Oppure quando uno parte per cambiare vita. Li abbiamo sicuramente un fenomeno più radicale, ma non meno stupido. Sapete perchè? Non sono le cose che ci circondano che devono cambiare se prima non cambiamo noi. Potremo essere circondati dalla bellezza più estrema e dalle persone più meravigliose, ma se noi rimaniamo gli stessi pessimisti del cazzo, gli stessi disillusi sempre sul piede di guerra, non ci andrà mai bene niente. E questo sicuramente non cambia con tutti gli stramaledetti cambi di stagione, pulizie di primavera e riordini vari.

Ma credere nei nuovi inizi è una così bella illusione, perchè privarcene?

missmidnight @ 17/06/2008 11:08 | commenti (2)(popup) | commenti (2)
lunedì, 16 giugno 2008 | in : my life, sentimentalismi, deliri lavorativi

Black time

E alla fine è arrivato. Lo sento pervadere l'aria che mi circonda, rendendola pesante, soffocante. E' il periodo nero in cui tutto sembra andar male, dove ogni soluzione appare come un futile vaneggiamento di chi cerca di arrampicarsi sugli specchi, di chi non vuole accettare la realtà delle cose come stanno.

Licenziata, liquidata, scaduta. Ogni termine sembra adatto a definirmi in questo momento. La ricerca, il ritrovarsi dinanzi a persone che vogliono farti sentire un cazzone mentre in realtà i veri cazzoni sono loro, e che comunque il dubbio dell'inadeguatezza riescono a insinuarlo. Per chi poi eccellere in ogni campo è stato sempre un imperativo di vita, sentirsi rifiutato equivale a una sconfitta. E può essere un semplice posto da commessa come una missione di pace in Iraq, non  la grandezza che la rende importante, quanto il significato che quella stessa alzata di bandiera bianca ha in quel preciso istante della tua vita.

E che io sia pessimista non ci sono dubbi, ma non sono una persona che ama piangersi addosso. La faccia depressa mi invecchia pure, cazzo. Ma sono obiettiva, gira tutto al contrario ultimamente. E più ti ammazzi e più la gente tende ad aiutarti (ad ammazzarti).

E le persone dissolvono i sentimenti mescolandoli all'indifferenza e all'ipocrisia, nascondendosi dietro luoghi comuni, bugie e sensi di colpa.
E sembra non esserci via d'uscita.

E' un periodo triste, nero come la pece, che sembra non finire mai.
Lo attendevo al varco, con le mani avanti, pronta a non farmi abbattere.
Ma il mio coraggio decresce, le mie certezze si dissolvono.
E si diventa estranei anche di se stessi.
La tristezza mi distrugge.
Il cuore si spacca.

E poi ti rompi il cazzo di sentirti una merda in mezzo ad altra merda che ti circonda.
Allora è tempo di reagire.

missmidnight @ 16/06/2008 17:35 | commenti (1)(popup) | commenti (1)
domenica, 15 giugno 2008 | in :

Demoralizzazione lavorativa (again)

Oggi mi scade il contratto di lavoro e sono le dieci e mezza e ancora non mi hanno fatto sapere di che morte devo morire. Vi sembra normale? No dico, VI SEMBRA NORMALE? Per fortuna che il mio è un lavoro part time inter-studio e che quindi perderlo non fa si che mi ritrovi da un momento all’altro sotto ponte Marconi a vivere tra i topi. Ma altre 90 persone che non la pensano così stanno nelle mie stesse condizioni. La questione lavorativa in Italia è davvero da rivedere, speriamo che qualcuno ci pensi (illsioni, pure illusioni!)

Nell’alternativa ho trovato un bell’annuncio di lavoro su Portaportese. Ricercano persone che si travestano da Winnie the Pooh da spedire nei parchi di divertimento. Ero già con la cornetta in mano per chiamarli, poi il mio collega mi ha detto “ma vuoi suicidarti?” (Pensate a Winnie e poi penate al caldo estivo e fate due più due…)

Mi dispiace dover lasciare i miei colleghi, ormai siamo diventati una sorta di grande famiglia e in questi quattro mesi sono stata accolta a braccia aperte da (più o meno) tutti.

Mi sento come quando li dovetti lasciare per la prima volta. In quel periodo la mia vita subì un grande cambiameto… come ora. Non solo a livello lavorativo. Certe volte sembra che le cose, per chissà quale movimento cosmo-astrofisico si allineino per formare un’unica grandissima catastrofe.

E certe volte ho paura di non saperne uscire, di correre in un vicolo cieco mentre mi manca l’aria. E penso che in fondo basta rifarsi crescere il pelo sullo stomaco e una scorza dura tutta intorno per evitare di pensare… e di sentire.

Perchè se ti lasci andare sei perduto. Se ti fermi sei perduto. Se sei debole inevitabilmente soffrirai. E io non voglio, non più.

missmidnight @ 15/06/2008 16:15 | commenti (popup) | commenti
domenica, 15 giugno 2008 | in :

I want to hold your hand

Le persone sono infinitamente complicate, perchè esseri pensanti, perennemente a metà tra uno stato di coscienza e incoscienza, limitati da regole sociali e stimolati da istinti primordiali.
Fateci caso, tutti i mali della vita sono creati da noi stessi, che tendiamo spesso e volentieri a complicarci le cose, credendo di fare la cosa giusta per noi e per gli altri. Ci mettiamo li a calcolare e valutare ogni rischio per evitare di rimanere fregati dalle situazioni (e dalle altre persone). Talvolta lo facciamo quasi senza rendercene conto, preoccupandoci solo del nostro benessere. Finiamo per pararci il culo ancor prima che le cose accadano (ammesso che accadano), ci facciamo intenzionalmente distrarre da altro, pensiamo di aver fregato il disegno che il destino aveva riservato per noi con astuzia, ci sentiamo improvvisamente forti e inattaccabili.

“Cazzo, è stato più facile del previsto” ci diciamo con opportunismo, credendo che quella fosse l’unica strada che potevamo seguire, essendo mani e piedi legati in attesa dello scoppio improvviso di un’imminente (ma anche immaginaria) bufera.

E dopo tutto ciò ci troviamo con un pugno di mosche in mano e ci chiediamo “e ora? Che senso ha avuto difendersi così tanto?”

Non ci sono vincitori, solo vinti in questa stupida battaglia interiore. Siamo tutti accecati da ciò che è giusto o non è giusto fare, ma se ci ascoltassimo per bene ogni tanto, nel profondo, vedremmo la soluzione dell’enigma stampata a lettere chiare e precise, e smetteremmo tutti di star male e di far star male.

Smetteremmo di ferire cercando solamente di difenderci.

Smetteremmo di spegnerci improvvisamente decidendo di non essere più quel piccolo faro nella nebbia che illumina la vita di qualcun altro solo per paura di potersi far male, di nuovo. E smetteremmo di sperare che prima o poi qualcuno metta un punto a tutto questo.

Solo perchè noi non riusciamo a gettare le armi ammettendo che questa maledetta guerra è finita.

missmidnight @ 15/06/2008 15:56 | commenti (popup) | commenti
domenica, 15 giugno 2008 | in :

Pullman trip

Nel weekend ho fatto un piccolo viaggio in pullman (Roma-Siena-Firenze-Siena-Roma), andando a trovare una mia cara amica in trasferta professionale. Non ho avuto molte esperienze di viaggi in pullman, anche perchè credo di essere rimasta psicologicamente provata da una gita al liceo verso Pescasseroli, dove dal fondo del veicolo provenivano cori da stadio del tipo “e se fàmo l’incidente mòre solo er conducente” durante il percorrimento di tornanti innevati a strapiombo sul nulla. Nel mentre io immaginavo il malcapitato autista tramutarsi nel Tom Cruise della situazione e con uno scatto felino degno di Mission Impossible gettarsi dal pullman in corsa prima di lasciarlo cadere nel vuoto, eliminando in un colpo solo una cinquantina di studenti rompicoglioni.
Il viaggio in pullman mi ha arricchita di una nuova consapevolezza: la gente quando ha a che fare con i “posti numerati” perde la testa. C’è chi occupa sempre il posto di qualcuno o chi si rende paladino della giustizia e si impiccia dei posti altrui senza un motivo preciso. C’è anche chi si fa venire delle vere e proprie crisi isteriche non trovando il suo posto assegnato e iniziando a chiedere ossessivamente dove sia (per poi scoprire di avere quel numero stampato bello grosso proprio davanti ai suoi occhi!).
Per non parlare dei petomani che dopo averla fatta esclamano anche “che puzza!” per liberarsi dei sospetti, quando palesemente l’ondata fetida viene da lui e solo da lui (per due volte in un’ora, il tutto mentre leggeva il Cammino di Santiago di Coelho, rendetevi conto che stress emotivo è stato per me!).
Da non sottovalutare il tanto terribile quanto inevitabile mal di chiappe, alleviato solo dall’addentamento selvaggio del “ciaccino alle verdure”, buonissimo!

I mezzi pubblici, insomma, sono fulcri di psicosi sociali estreme. Ma certe volte mi viene il dubbio che ogni situazione in cui tante persone si ritrovano a vivere insieme, costrette in uno spazio ridotto, sia sinonimo di irrazionalità!

Saremo mica intolleranti agli altri?

missmidnight @ 15/06/2008 15:55 | commenti (popup) | commenti
domenica, 15 giugno 2008 | in :

Stairway to Heaven

There’s a feeling I get when I look to the west
And my spirit is crying for leaving
In my thoughts I have seen rings of smoke through the trees
And the voices of those who stand looking

Stasera ho voglia di piangere.

Ci sono stati dei momenti in cui sarebbe stato legittimo, quando la delusione bruciava forte nello stomaco e il senso di impotenza bloccava ogni muscolo, quando venivano infrante delle aspettative e le speranze erano cibo per adolescenti ancora innamorati della vita, quando semplicemente la disillusione e la rassegnazione avevano rapito il mio animo da eterna sognatrice nascondendolo sotto quintali di razionalità.

Ma stasera non è una di quelle sere.

And I’m buying a stairway to heaven

Stasera vorrei solo piangere di felicità.

missmidnight @ 15/06/2008 15:54 | commenti (popup) | commenti
domenica, 15 giugno 2008 | in :

Come quando fuori piove

Fuori piove. Mi faccio largo tra le lenzuola conquistandomi un posto tra le sue braccia e addormentandomi tra di esse. Chiudo gli occhi e penso che vorrei che certi momenti durassero all’infinito, tirando la corda del tempo per trattenerlo e non farlo correre così in fretta.
“Troppa fretta, forse ne ho avuta davvero” dico a me stessa mentre affondo la testa nel cuscino e lascio che le mani percorrano il suo profilo per poi fermarsi, adagiandole nelle sue, ma strette ancora attorno a una vita piena di incertezze, di controsensi e di inspiegabili tumulti del cuore.
Ho tentato parecchie volte di seguire quella saggia scuola di pensiero che insegna a tenersi a distanza da certe futili e infingarde emozioni in una sorta di corso di bricolage emotivo che aiuta a costruirsi da soli una bella gabbia di cemento armato attorno al cuore.

“Tutto quello che ti circonda è incerto e può crollare da un momento all’altro… se impari a star bene da solo, a cavartela con le tue uniche forze… cazzo allora diventi invincibile”

Sento le sue labbra cercare le mie. Ho bisogno di sperare che il mio cuore inaridito si stia reinnamorando della vita. Ci vorrà tempo, pazienza e forza. Lasciarsi sopraffare dai limiti e dalle insicurezze non ha senso, non per me. E’ ora di abbandonarsi, di vivere giorno dopo giorno costruendo quello che desideriamo essere, senza limiti difensivi, trincee emotive o armi a doppio taglio.

Mi lascio andare a quell’abbraccio, una persona speciale mi sta sciogliendo il cuore.

“Rimani così”

Lo farò, ora sono io.

missmidnight @ 15/06/2008 15:53 | commenti (popup) | commenti
domenica, 15 giugno 2008 | in :

Una vita tutta da riscrivere

Nel cielo primaverile di Roma le stelle parlavano di un destino beffardo, ignaro dei desideri e delle ambizioni di una giovane donna alla ricerca di se stessa. Eppure, l’unico pensiero era quello di andarsene. Una fuga, forse. Una fuga premeditata, ambita da anni, inevitabile.
Basta voltarsi indietro e vedere il nulla. Non c’è più il passato, solo il futuro, ed è una considerazione così basilare e logica, ma spesso fin troppo naturale per poterla capire fino in fondo.

Ogni uomo è solo ed è l’unico artefice del proprio destino.

Resto nel cuore della notte a fissare il vuoto, seduta su di un gradino, assaporando il vento leggero mischiato al sapore acre della sigaretta appena accesa, perdendomi nei mille faticosi pensieri che scorrono veloci nella testa, indistintamente confusi.
Trovo dita intrecciate ad altre dita in una morsa passionale e sincera. L’intensità di certi gesti, il trasporto che tradisce l’emozione di alcune parole, il desiderio di non scappare via perchè forse questa volta non ne vale la pena, perchè forse ogni tanto bisogna mettere da parte le insicurezze e le paure e accettare quello che di buono viene.
Sento Londra vicina, ad un passo da me, al di la del confine tra passato e futuro. Un cambiamento di vita, un lasciarsi alle spalle tutto. Un atto di coraggio e di determinazione di cui ho bisogno, per sentirmi viva.

“Ho bisogno di riscrivere la mia vita, anche se so che una volta fatto la straccerò, maledicendola, e vorrò riscrivere tutto di nuovo per poi restarne comunque insoddisfatta”.

missmidnight @ 15/06/2008 15:53 | commenti (popup) | commenti
domenica, 15 giugno 2008 | in :

If the child in your head… if the child is dead

Le relazioni umane sono terribilmente più complicate di quando sognavamo, durante l’adolescenza, rapporti intrallazzosi pieni di cuoricini, fiorellini e cazzate varie che scendevano dal cielo a colorare quadretti romantici in mezzo a prati incontaminati. La sociopatia come modus vivendi potrebbe non essere così sbagliata. E se Joe Strummer diceva che senza gli altri noi non siamo niente, probabilmente intendeva dire che la solitudine ci priva di tutte quelle inutili rotture di palle che comportano i rapporti interpersonali. Immaginate tutte le seghe mentali che uno si fa sul cosa penserà l’altro, sul perchè ci ha detto quella cosa, sul cosa significherà quell’altra e tutto lo stress che accumuliamo nel tentare di difenderci da quello che potrebbero fare. Perchè le persone sono infide e tendono a fregarci continuamente, a sfruttare le situazioni a proprio vantaggio con fredda meschinità e poi a lavarsene le mani dandoci un ben assestato calcio nel sedere.

Quando sappiamo di avere il coltello dalla parte del manico ci comportiamo senza un briciolo di umanità divertendoci a far del male, diventando sadici e masochisti al tempo stesso. Perchè non riusciamo a smettere di farlo, è una dipendenza che ci rende delle inutili merde e che ci fa rimpiangere di vivere in un mondo così schifoso, quando poi siamo i primi ad inquinarlo con le nostre infide azioni.

Gli illusi si disilludono improvvisamente, e si rassegnano loro malgrado, uccidendo a colpi di mannaia il bambino innocente e speranzoso che c’era in loro.

Poi però qualcosa cambia le carte in tavola e complica ulteriormente il tutto. Sono i sentimenti, che ci rendono meno crudi e iniziano a scavare dall’interno in noi stessi, facendoci interrogare su quello che poteva essere e su quello che sarà. Ma ormai abbiamo già distrutto ogni briciolo di irrazionalità che avevamo, precludendoci la possibilità di essere infelici e allo stesso tempo di non esserlo. E liquidiamo istanti di perfezione con un frettoloso devo andare, maledicendoci, perchè sappiamo che finalmente c’è qualcuno che potrebbe davvero ricordarci che quel bambino dentro di noi ancora respira.

E che ora, di tanto in tanto, sorride giocoso, ignaro di tutti i tentativi che ho fatto per ucciderlo.

missmidnight @ 15/06/2008 15:53 | commenti (1)(popup) | commenti (1)
domenica, 15 giugno 2008 | in :

Nothing’s gonna change my world

Se fosse vera quella storia che Eva è nata da una costola di Adamo (ma poi perchè non potrebbe essere stata creata prima la donna? Questa è una convinzione maschilista! Volendo essere puntigliosi tutti nascono dalle donne, quindi sarebbe stato più naturale!) questo significherebbe che noi rimaniamo comunque legati, nella nostra vita, alla nostra metà opposta, simbolicamente. Ma ne possiamo fare a meno? Potremmo, volendo, vivere completamente da soli senza riporre il nostro destino, almeno in parte, nelle mani di qualcun altro? C’è mai stata una persona a cui non è venuto il desiderio di trovare la sua metà con cui condividere la vita in mezzo a petali di rosa che cadono da non so dove e uccellini cinguettosi?

Io per prima avrei voluto vivermi la mia vita da single, svincolata da qualsivoglia impegno, emozione o coinvolgimento sentimentale per un’altra persona. E invece (soprattutto io poi che dovrei ora avere una sorta di allergia per qualsiasi situazione romantica) niente. Ci sono delle persone che ti intrigano e che ti inteneriscono al punto di sorridere e pensare che stai davvero bene. E che fai, ci rinunci?

Dal canto mio ho tentato con tutte le mie forze. Immaginavo la mia vita post-fidanzamento come un tugurio di tristezza infinita. “Invecchierò e morirò da sola” mi ripetevo ossessivamente i primi giorni. Poi invece ho iniziato a recepire ogni minimo stimolo dal mondo esterno, provando un’eccitazione per la vita che ormai è diventata quasi una dipendenza vera e propria. Ma la immaginavo comunque da sola. Che ne so, io in auto per mete desolate nella mia Seicento con il vento tra i capelli e una sigaretta in bocca, la musica a tutto volume, senza un perchè, senza un per come, senza dover rendere conto a nessuno. Ecco come vedevo la mia vita. Ecco come la volevo (e come la voglio, ancora!).

Poi ho avuto l’illuminazione. Nonostante io veda la maggior parte dei miei amici fidanzati chiusi in una gabbia dorata (che a loro piace, ma che prima o poi inizieranno a non sopportare) fatta di orari, di giorni e telefonate comandate, di abitudine/routine e imposizioni da parte del partner, e anche se so che tutto questo dopo anni è un po’ “normale”, che ci sono altre cose, che poi tutto si trasforma per diventare profondo e sincero… per me rimangono stronzate!

Io non voglio una relazione così se la devo avere. Dovrà essere travolgente, dovrà sconvolgermi la vita, dovrà farmi provare cose inimmaginabili, dovrà essere quel tipo di sentimento che ti lascia i postumi, come di una sbornia. Io voglio che sia così ogni giorno, voglio rispetto e sincerità, ma voglio soprattutto godere della mia individualità di donna, in tutte le sfaccettature. Nessuno dovrà più dirmi quello che devo o non devo fare, come bisogna comportarsi, quando bisogna sentirsi, dove bisogna andare, cosa bisogna dire. E se si trasformerà in qualcosa del genere ci metterò meno di mezzo secondo a tagliare la corda.

E non so se è presto ancora, se veramente c’è un tempo in cui bisognerebbe solo starsene in pace, rifiutando tutto quello che ci circonda per ritrovare la propria tranquillità. Fatto sta che la mia tranquillità credo di averla trovata solo ora, e mi piace. Perchè dovrei distruggerla?

missmidnight @ 15/06/2008 15:52 | commenti (popup) | commenti
domenica, 15 giugno 2008 | in :

You’re just another lie

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Sto fuggendo ancora, di nuovo. Da tutto.

Improbabili racconti erotici. Le tue dita sulla mia pelle, le mie labbra sopra le tue. Parole, parole e ancora parole. Discorsi di ore. Sintonia, tanta, troppa. Pensieri, attenzioni, rispetto, sincerità. Paura di vivere qualcosa di inaspettato. Il dannato Twitter. Piazza della Repubblica di notte. Ristoranti giapponesi di giorno. Compere mano nella mano in un pomeriggio d’inverno. Camicie che si ritirano, jeans con stelle azzurre. Film con dita mozzate e sangue diffuso. La tua mano nella mia, la tua testa sulle mie gambe. Regali lasciati sotto lo zerbino, altri in mezzo alla strada. Sorrisi. Pinguini, figli dolcissimi di sere meravigliose. Felicità vera, reale. Emozione. Quel bacio lunghissimo dopo una frase fin troppo azzardata. Frenarsi. Ingannarsi. Respingersi. Sigarette fumate alle sei del mattino prima di tornare a casa. Musica. Tasti bianchi e neri spinti con ineguagliabile maestria. Concerti di Natale e birra alla soia. Ridere, ovunque. Polsi che nascondono scritte e lividi che non avrei cancellato mai. Quel profumo che odio ed amo così tanto. Le zebre fortunate. Gli occhi persi in un lago. Le salite che sembrano discese e che invece rimangono salite. Le lacrime, in una sera triste.

Non voglio più pensare a cos’è stato e a cosa poteva essere. Non lo sarà.

Sei stata l’ennesima bugia in cui ho voluto credere.

Il mio cuore torna ad essere di ghiaccio.

Tutto questo è finito.

Ora un motivo c’è.

Sono io.

missmidnight @ 15/06/2008 15:51 | commenti (popup) | commenti
domenica, 15 giugno 2008 | in :

Siamo adolescenti da circuire?

Un coglione, l’altra sera, mi si è appiccicato in discoteca.

Era convintissimo di essere bello e sexy. mi lanciava occhiate da Casanova di seconda mano, mi diceva che avevo uno sguardo che gli trafiggeva il cuore e che non aveva mai incontrato tanta intelligenza e bellezza nella stessa donna.

Io continuavo a chiedergli di smetterla di dire quella massa infinita di ridicole cazzate.

Fatemi capire bene, gli uomini nel duemìlaeòtto hanno ancora bisogno di propinare queste inutili stronzate per farsi una scopata? La riflessione però è più profonda: ci sono ancora donne che nel duemìlaeòtto si farebbero una scopata solo per aver ricevuto un paio di banalissimi complimenti? Evidentemente (e questa è la risposta più patetica quanto più reale che mi sono data) si.

Non penso che il sesso sia la consacrazione massima dell’amore. Il sesso senza amore esiste, e non è detto che sia meno appagante di un rapporto fatto di sentimento. Quello che per me è un fattore essenziale però, ancor prima forse dell’attrazione più fisica e ormonale, è la sintonia mentale.

Mi eccito prima col cervello, io. E ringrazio il cielo di essere così selettiva.

Ho bevuto il suo Vodka Lemon, gli ho sbattuto un po’ le ciglia e poi, sul più bello, l’ho abbandonato li, su quel lurido divanetto, con il jeans che improvvisamente era diventato stretto e la sua espressione di chi non ha capito dove ha sbagliato, perchè quella tattica di solito funzionava.

E mentre camminavo ho riso di tanta stupidità.

missmidnight @ 15/06/2008 15:51 | commenti (popup) | commenti
domenica, 15 giugno 2008 | in :

Scontro generazionale

Dialogo tra Miss e suo padre.

PM - “Ma che c’ha quello sul sopracciglio?”

MISS - “Uhm… un piercing forse?”

PM - “Ah, quindi si droga!”

MISS - “…”

-_-’

missmidnight @ 15/06/2008 15:50 | commenti (popup) | commenti
domenica, 15 giugno 2008 | in :

Sai la gente è matta!

Un po’ di tempo fa mi rompevano le palle dicendomi che non mi ero evoluta, che stavo sempre li a studiare, china sui libri, grondante sudore, con la faccia tirata dalla fatica e gli occhi che diventavano ogni giorno più miopi. Oggi dicono che mi sono evoluta. Non studio, torno a casa quando mia madre è intenta a preparare il caffè a mio padre e a dargli il buongiorno, lavoricchio un po’ di qua e un po’ di la e sto ricostruendo la mia vita. E a tutt’oggi mi rompono ancora le palle.

Un po’ di tempo fa mi dicevano che a sedici anni non è normale fidanzarsi stabilmente con qualcuno, che era troppo presto, che l’amore non esiste a quell’età, che gli adolescenti sono tutti infoiati e non capiscono una sega dei sentimenti.
Oggi mi dicono che a ventiquattro anni è assurdo iniziare ad essere infoiata come una sedicenne e che ancora, comunque, non ho capito un cazzo dei sentimenti.

Un po’ di tempo fa qualcun altro mi diceva che bisogna impegnarsi per arrivare a raggiungere i propri obiettivi, che non facevo abbastanza, che non mi muovevo. Oggi che lo faccio spreco energie inutilmente e sono, ovviamente, una perditempo.

Un po’ di tempo fa mi dicevano che ero troppo timida, troppo paziente e troppo poco selettiva. Ora sono troppo espansiva, troppo impaziente e troppo emancipata.

Un po’ di tempo fa mi dicevano che mi lasciavo coinvolgere troppo dalle relazioni, che ero nata per stare in coppia, che ero innamorata dell’amore, che gli Harmony mi facevano un baffo. Oggi mi dicono che ho il cuore di ghiaccio e che rimarrò zitella a vita.

Un po’ di tempo fa mi dicevano che ero troppo generosa. Ora invece sono troppo egoista.

Un po’ di tempo nessuno credeva in me, ora ci credono troppo.

Un po’ di tempo fa le persone avevano la certezza di conoscermi alla perfezione, di poter anticipare sempre le mie mosse e di potersi fidare a occhi chiusi. Oggi no.

Ieri ero Serena, ora non si sa più chi cazzo sono. La pazza sono io no, non siete voi. E allora sapete cosa vi dico?

AVETE RAGIONE.

missmidnight @ 15/06/2008 15:50 | commenti (popup) | commenti
domenica, 15 giugno 2008 | in :

Eppure, sentire

Ieri notte ho parcheggiato l’auto, l’ho spenta e ho acceso una sigaretta. Alla radio passavano Some Mistake di James Blunt. Improvvisamente, mi sono trovata a piangere come una disperata, maledicendo me stessa, mentre prendevo a pugni il cruscotto.
Sarà stato per il mio ultimo giorno di lavoro in quello store, per l’affetto enorme che le persone dello staff mi hanno dimostrato, per il fatto che li, in fondo, mi sentivo bene ed essere costretta ad andarmene è stato un brutto colpo. Prima di svuotare l’armadietto ho attaccato sulla porta un biglietto. Poi ho posato il cartellino col mio nome. Ho spento le luci con lo stomaco che si contorceva e un terribile nodo alla gola. Non credevo di trovarmi così bene e soprattutto che la cosa mi provasse tanto. Forse perchè in questo periodo strano ho “sentito” di più.

“Tu piaci alla gente”

Non piangevo da troppo tempo, e ieri era la serata giusta.

missmidnight @ 15/06/2008 15:49 | commenti (popup) | commenti
domenica, 15 giugno 2008 | in :

L’altalena

Mi hanno rinnovato il contratto, continuerò a lavorare almeno fino a fine marzo. Sfortuna vuole che mi trasferiscono. Fortuna vuole che mi mandano vicino casa in un ambientino niente male.

Ho scoperto che rientrare a casa per quattro giorni di seguito trovando tua madre che prepara la colazione può avere effetti davvero disastrosi sulla psiche dei genitori. E’ tempo di darsi una calmata.

Destino vuole che a breve avrò una piccola, saltellante e tondeggiante automobile coreana sotto al sedere.

Devo superare almeno due esami e devo prepararli in meno di due settimane. Impossibile.

E’ una settimana che sospetto mi stia venendo l’ulcera.

Da tre mesi a questa parte la mia collezione di amichetti pinguinosi si è arricchita.

In tutto questo fanculo a me. Continuo a cacciarmi in situazioni assurde.

Se volete farmi vincere il premio di Miglior Z-Blog Scrittore compilate il form QUI e votatemi! Avete tempo fino al primo febbraio. Grazie!

missmidnight @ 15/06/2008 15:49 | commenti (popup) | commenti
domenica, 15 giugno 2008 | in :

Un senso

Lo so che niente sembra avere più senso. La vita scorre lenta, ingiustificata, vuota e continui a chiederti perchè mai sei nato. Ma posso dirti, a te che sei capitato qui forse per sbaglio, magari cercando una soluzione ai tuoi problemi, che sono attimi che passano tutti. Anche la persona con la vita apparentemente più perfetta avrà il suo momento di smarrimento. E se tu ne sei dentro allora non mollare! Affrontalo con coraggio, alza lo sguardo e stringi i denti. Sii pronto a qualsiasi cosa, a star male, a piangere, a urlare, a disperarti, a sentirti mancare la terra sotto i piedi. Ricordati però una cosa: ne uscirai. Tutti ne escono, in un modo o nell’altro. Il tempo guarisce ogni lacerazione, una delle stupide banalità che si dicono dell’esistenza umana che però ha un grande fondo di verità. Dimenticherai, rimarrà solamente il ricordo di ciò che non ti ha fatto male.
Buttati in nuove avventure! Vivi con entusiasmo e curiosità! Reagisci! Affronta questo squallido mondo, non tirarti indietro! Perchè potrà darti tanta serenità, se solo ci credi.

Perchè non è tutta merda quella che ci circonda. E te ne sorprenderai!

missmidnight @ 15/06/2008 15:48 | commenti (popup) | commenti
domenica, 15 giugno 2008 | in :

Via Veneto

Si sedette su una panchina, stringendosi nella sua giacca troppo grande. Accese una sigaretta e tirò forte, lasciando cadere poi la testa leggermente indietro, abbandonandosi in quella nuvola di fumo che le usciva piano dalle labbra. Rimase con il naso per aria, stupendosi ancora di quanto quella città poteva offrirle.
Si ritrovò a guardare con occhi ingenui le persone che passavano, troppo ingenui per una ragazza di ventiquattro anni. Si sentiva come la protagonista di un romanzo di Flaubert, piccola eroina moderna in un mondo troppo ostico per lasciarla indifferente.
Un altro tiro di sigaretta, come fosse l’ultimo della sua vita. Il ricordo brucia nello stomaco e consuma l’anima, lasciando la cenere su quel mozzicone acceso. Luoghi, persone, parole. Tante, troppe parole date in pasto al vento, alla mercé di ogni uomo, svilendo il loro valore intrinseco.

“Abbiamo sotterrato i sentimenti sotto cumuli di ipocrisia”.

Bugie, ancora bugie in questa fredda sera romana, dove tutti corrono inseguendo qualcosa che forse non raggiungeranno mai.

“Raccontami una favola, voglio ingannarmi, ancora”.

Un ultimo tiro. Le luminarie si spensero.

Via Veneto tornò a brillare della sua luce.

missmidnight @ 15/06/2008 15:48 | commenti (popup) | commenti
domenica, 15 giugno 2008 | in :

I lost myself in the lake

Mentre guardavo quello specchio d’acqua immobile, illuminato dalle lucine della vita di paese, pensavo che non mi sarei voluta trovare in nessun altro posto in quel momento. Era tutto così dannatamente perfetto che sarebbe stato stupido chiedersene il perchè.
Mi basta sentirlo, quando lo stomaco fa male, bombardato dalle emozioni, ancora.

E’ stare bene a trecentosessanta gradi. Nell’intesa di uno sguardo, nel calore di un abbraccio, nel vivace scambio di battute, nell’incolmabilità sensoriale, nella tenerezza di un pensiero.

Sarebbe facile rendersi trasparenti dando interpretazioni amplificate a sensazioni incerte. I pensieri che talvolta prendono corpo, salendo fino in gola e poi assopendosi, devono rimanere tali. Etichettare un’emozione è come ucciderla. Costringere le persone a inquadrarsi in un ipocrita gioco delle parti significa distruggere ogni traccia della loro primitiva istintualità.

Ciò che avverrà non si decide, si vive. E’ l’unico modo per essere davvero felici.

Ho solo voglia di continuare a perdermi con lo sguardo in quel lago, senza pensare.

missmidnight @ 15/06/2008 15:47 | commenti (popup) | commenti
domenica, 15 giugno 2008 | in :

La telefonata perfetta

Quando il telefono ha squillato e ho letto quel nome lampeggiare sul display del mio cellulare, lo stomaco mi si è aggrovigliato. Lui fu per me quello che tutti chiamano “primo amore”. Storie superficiali, ingenue, piccole ma incredibilmente intense, struggenti, passionali. Amori meravigliosamente innocenti, io li definisco così.
Sentire che ha cambiato radicalmente vita dopo anni in cui ha cercato di raddrizzare tutte le cose che non andavano, mi ha riacceso dentro la speranza.
“Sere, quando tocchi il fondo non puoi far altro che risalire. E’ dura ma ce la fai alla fine” mi ha detto felice e ottimista con quel tono che mi ha riportata per qualche istante a cinque o sei anni fa, quando ci abbracciammo in quel corridoio, spensierati e felici, pronti ad affrontare un futuro che attendeva solamente noi e che in quel momento ci spalancava le sue porte.
E ho attaccato, sorridendo.

missmidnight @ 15/06/2008 15:47 | commenti (popup) | commenti
domenica, 15 giugno 2008 | in :

Amore, arte, suicidio

Qualcuno mi ha detto proprio ieri sera, al mio lamentarmi di non riuscire ancora a trovare la stabilità nella solitudine, che da soli è impossibile stare bene. E me l’hanno detto con una tale convinzione che quasi ho finito per crederci.
Per Schopenhauer i tre tasselli che costituiscono l’esistenza di ogni uomo sono l’amore, l’arte e il suicidio. La maggior parte delle persone, non avento l’intenzione (o le palle) di suicidarsi e non avendo alcuna particolare attitudine nel produrre o ricevere il godimento estetico, si fionda sull’amore. E c’è chi veramente non riesce a vivere senza, chi spende la sua vita a cercarlo, chi non trova altra soddisfazione che il completarsi attraverso un’altra persona.
Se penso ai grandi scrittori, erano tutti infelici per amore. Le canzoni, parlano tutte d’amore. I film, il teatro, l’arte… difficilmente ci troviamo di fronte a qualcosa di diverso.
Che sia questo il fine ultimo degli uomini?
Ed è proprio vero che non si può essere felici, da soli?

Ed è così utopistico il mio voler riuscire a stare bene solo con me stessa?

missmidnight @ 15/06/2008 15:46 | commenti (2)(popup) | commenti (2)
domenica, 15 giugno 2008 | in :

Lourdes o Padre Pio?

Che io sia sempre stata una vera e propria calamita di situazioni assurde lo sappiamo tutti. L’ultima, ieri notte, nel parcheggio del lavoro. Esco, non vedevo l’ora di tornarmene velocemente a casa dopo una giornata massacrante. Accendo la radio, metto in moto, fumo una sigaretta.

Tratraaaaatraaaaashhhhtraaaaatttt

Scendo per controllare cosa diavolo avessi preso con il culo del mio transatlantico. Svanita come sono non sarebbe stato strano prendere un muretto o simili. Invece dietro la ruota posteriore destra mi trovo un casco incastrato che non ne ha voluto sapere di venire via per quaranta minuti circa, in cui si sono susseguiti milioni di tentativi per estirparlo dalla sua posizione, bestemmie in varie lingue, telefonate impanicate a improvvisati pronto intervento, me sdraiata sotto l’auto a contorcermi nel tentativo di risolvere la situazione.
Che dite, Lourdes o Padre Pio? Almeno ci credessi, neanche questa consolazione!

missmidnight @ 15/06/2008 15:46 | commenti (popup) | commenti
domenica, 15 giugno 2008 | in :

La perfezione è negli occhi di chi la vede

Le persone tendono ad auto-ingannarsi. Lo facciamo anche con le piccole cose: stiamo male e fingiamo di stare bene, stiamo bene e fingiamo di stare male, sorridiamo perchè va fatto, ci arrabbiamo perchè va fatto, parliamo per luoghi comuni, infarciamo i nostri discorsi di pregiudizi, viviamo secondo regole imposte, andiamo avanti adagiandoci nelle convenzioni sociali.
Quando prendiamo coscienza di tutto questo, a meno che non stiamo bene affogati nella nostra ipocrisia, fuggiamo e tentiamo di raddrizzarci. Ci sentiamo forti, bravi, potenti. Teniamo il mondo stretto in pugno e proviamo l’ebbrezza di essere al centro dell’universo. Quando il senso di onnipotenza passa però ci rendiamo conto che alla fine non abbiamo costruito niente, che tutti gli sforzi che abbiamo fatto per cercare di cambiare strada, di seguire veramente quello che vogliamo essere e non quello che ci dicono di essere, forse sono stati inutili. Non perchè non lo vogliamo ancora, anzi, forse siamo più sicuri di prima. Ma ci scopriamo fragili, attaccabili, dipendenti da certe cose a cui forse non siamo pronti del tutto a rinunciare, nonostante continuiamo ancora a mentire a noi stessi, a dire che va tutto bene, che ci vuole solo del tempo, che le cose cambieranno.
E allora bisogna fermarsi e riflettere, mettere a confronto passato e presente, decidere cosa è meglio e cosa e peggio. Porre entrambi sulla stessa bilancia e vedere dove punta l’ago. Tenere fuori da questa calibratura ogni agente esterno che possa condizionare l’operazione. E decidere se è più importante quella stabilità mentale ed emotiva che ci da così tanta sicurezza, che ci appaga e che ci ha tenuto compagnia nel nostro passato oppure se è il caso di abbandonarla anche con il pensiero, di svincolarsene una volta per tutta in modo da sentirsi finalmente liberi di costruire la propria esistenza come meglio si crede, di ripartire da zero, di godere appieno delle emozioni che ci vengono regalate senza alcun tornaconto, per rimpossessarsi di quella vitalità, di quella gioia di vivere, di quell’ottimismo che sembra essersi assopito e che non mi consente di essere serena davvero.
E poi ci sono dei momenti in cui tutto sembra perfetto. E non è merito di una cena, di un cinema, di una passeggiata, di una sera in discoteca o di una pinta di birra scura. Non è distrarsi. Non è il tuffarsi nel lavoro, lo scrivere ossessivamente pezzi per il giornale, lo studio disperato. Tutto ciò non ferma la mia mente. Esistono semplicemente degli istanti che ti ricordano quanto siano belle alcune sensazioni che la vita ci può dare, di quanto sia magico e irripetibile un gesto, di quanto è maledettamente meraviglioso quanto il tuo cuore riprende a battere, di quant’è piacevole sentirsi in pace col mondo, di quanto sia strano guardare ciò che abbiamo davanti gettando a terra ogni barriera, senza un perchè, un per come, un cosa ne sarà del domani.
Sentire.
E si rischia, si deve rischiare, perchè se rimaniamo ancorati alla nostra stabilità, alle nostre certezze che crediamo essere il non plus ultra non capiremo mai se oltre c’è qualcos’altro. E vivere limitando questa sete di conoscenza è solamente uno stupido e ingiustificato sopravvivere. Non si perde niente, non ci si fa male. Ma non si vive, ci si rassegna.
E se ci penso la risposta è chiara, la vedo stampata davanti ai miei occhi.
Non voglio rinunciare a sentirmi viva.
E non lo farò.

missmidnight @ 15/06/2008 15:45 | commenti (popup) | commenti
domenica, 15 giugno 2008 | in :
Gurì a tutti voi!

E’ sempre la solita storia. Ogni Capodanno ci mettiamo in testa che sarà migliore del precedente, che tutte le cose negative passeranno e che seguiremo tutti i buoni propositi che ci siamo prefissi ancor prima della mezzanotte. Mentre sorseggiamo qualche calice di spumante e ci mescoliamo in improbabili trenini ci illudiamo che, per un semplice fattore cronologico, la nostra vita possa improvvisamente cambiare. E anche la persona più fredda, disillusa e razionale, inconsapevolmente ci spera, perchè sperare è una delle poche cose che ci da la spinta a tentare di migliorarci.

Io per quest’anno qualche proposito ce l’ho. Il primo è bere un litro di caffè. Il secondo è farmi una doccia lunghissima. Il terzo è partire per qualche meta sconosciuta. Il quarto è tenermi stretta le cose belle che sono venute dall’anno passato e chiudere le mie frontiere ai ricordi, alle negatività, alla nostalgia. Il quinto è di tornare presto quella di un tempo, e sono fiduciosa.

Insomma, che questo nuovo anno sia sereno, rilassato e produttivo, pieno di emozioni appaganti e di persone speciali.

Lo auguro a me e lo auguro a tutti voi!

missmidnight @ 15/06/2008 15:44 | commenti (popup) | commenti
domenica, 15 giugno 2008 | in :

La guerriera è morta

Ho sempre criticato la disillusione delle persone. Io, l’eterna sognatrice, l’idealista per eccellenza, l’istintiva che non voleva sentir parlare di “impossibile”, l’avvocato delle cause perse. Guardatemi, sono stata sconfitta dalla vita, mi sono rassegnata.
Quel cuore che vantava palpiti per ogni minima cosa bella si è fermato. Lo tenevo stretto l’altra sera ed era inerme, freddo, di ghiaccio. Ho pianto e urlato perchè non lo sentivo più, mentre mi domandavo perchè fosse accaduto anche a me.
Per me vivere le sensazioni è sempre stata la cosa più importante, l’unica per cui valesse la pena sopportare le continue sofferenze che la vita ci impartisce. Ecco perchè ora sono disperata. Voglio sentire tutto, dal dolore alla gioia. E invece non sento a 360 gradi, è come se qualcosa non funzionasse più.
Arida, non volevo diventarlo e invece si, ora lo sono.
Ho paura che non tornerò più ad essere la stupida ragazzina che seguiva il suo cuore a costo di farsi male.
Ho paura che continuerò a fuggire in eterno dalle relazioni e dalle persone, crogiolandomi nel menefreghismo e nell’egoistico divertimento.
Ho paura che continuerò a frenarmi inconsapevolmente anche con chi rappresenta un’oasi felice in tutto questo schifo.
Ho paura che non ci sarà mai nessuno che riuscirà a sciogliere questo mio cuore di ghiaccio.

missmidnight @ 15/06/2008 15:40 | commenti (popup) | commenti
domenica, 15 giugno 2008 | in :

Gelida dolcezza

“Salve, posso lasciarle qualche copia del nostro giornale?”

Si guardò attorno e vide solamente un signore anziano, col viso solcato da vistose rughe, ma sorridente e pieno di vita. Gli sorrise e gli indicò la piccola pila di copie che stringeva al petto con un braccio solo, e che sembrava quasi volersi sfaldare da un momento all’altro.

Dopo aver annuito da dietro quel grande bancone sotto vetro, colmo di deliziose e coloratissime vaschette di gelato, prese velocemente una coppetta e la riempì di due gusti, uno giallo e uno rosso.

“Questo perchè sei carina e ti porterà fortuna per trovare un bel ragazzo”.

Prese la coppetta ancora un po’ stupita e dopo aver dispensato un enorme sorriso uscì velocemente. Mentre affondava il cucchiaino nel gelato pensava che, al di la della preveggenza dell’anziano gelataio, aveva ricevuto un gesto veramente carino. E che a volte basta davvero poco, una coppetta di gelato, un filmato su dvd, una lettera, un messaggio, una parola, un gesto, uno sguardo, per far felice una persona.

Mentre andava verso la macchina si domandò perchè non tutti, su questa terra, se ne rendano conto. O perchè debbano rendersene conto quando ormai nulla potrà sciogliere il gelo che hanno creato attorno a loro.

missmidnight @ 15/06/2008 15:40 | commenti (popup) | commenti
domenica, 15 giugno 2008 | in :

Miss@Work

“La divisa mi va stretta!”

Fu la prima cosa che disse al suo capo, dopo nemmeno dieci minuti che aveva messo piede nel negozio. Guardandosi allo specchio ogni sua forma femminile veniva celata da quegli indumenti, ma poco male. In quei pantaloni con la vita altissima e in quella camicia che non riusciva a riempire, lei si sentiva ugualmente felice di essere li.

Ed ecco un continuo e incessante susseguirsi di cose da fare, di clienti, di termini strani, di comandi informatici complessi, di richieste, di domande, di saluti, di regole.

Ma lei non si perdeva d’animo e si faceva coraggio, cercando di rubare ogni piccolo segreto del mestiere con gli occhi. Le persone che la seguivano erano simpatiche e cordiali. L’aria natalizia di cui era pervaso l’ambiente le metteva però un po’ di tristezza. Ogni articolo sugli scaffali le ricordava qualcosa. Ma bastava forzarsi di non pensare, concentrarsi, lavorare.

Uscire e trovarsi stanca, distrutta, confusa ma contenta di esserlo.

Ed è dura, ma alla fine l’avrebbe spuntata!

missmidnight @ 15/06/2008 15:39 | commenti (popup) | commenti
domenica, 15 giugno 2008 | in :

La stanza disordinata

Aveva desiderato quel lavoro con tutta se stessa. Ed era un lavoretto così, per iniziare a mettere qualche soldo da parte. Non sapeva che forse, capitandole in quel momento della sua esistenza, poteva invece essere anche un’ottima opportunità per non pensare.
L’ultima volta ne aveva parlato con lui, osservando una ragazza che stava facendo esattamente quello che da domani diverrà il suo piccolo mondo lavorativo. E quel giorno pensò che mettendo piede in un posto come quello forse avrebbe potuto togliersi quelle soddisfazioni che, al tempo, vedeva come ciò che le mancava per essere felice.
Ed ora che il traguardo, questo minimo, seppur importantissimo risultato, era stato raggiunto si sentiva come se improvvisamente non avesse più senso. Forse perchè la sua testa non era più piena di progetti come un tempo, ma libera da ogni ansia di quello che sarebbe accaduto il giorno seguente.
C’è chi, qualche tempo fa, le disse che ha paura di diventare grande. In realtà lei si sente pronta a fare quel grande salto che la porterà a crescere. E se nel cuore rimarrà sempre quella bambina piena di sogni e speranze, oggi sente che sta nascendo per la seconda volta.
Perchè è strano rivoluzionarsi da cima a fondo ed ancora più strano è quando gli eventi si rincorrono per far si che questo avvenga.
E quando si volta per vedere cosa è rimasto di ieri vede solo una stanza disordinata. E lei, in quella confusione, ha rivisto se stessa. E le è piaciuta.

missmidnight @ 15/06/2008 15:38 | commenti (1)(popup) | commenti (1)
domenica, 15 giugno 2008 | in :

Manifesto

Silenzio, il sogno sta riposando
pazientate ragazzi che prima o poi il sogno si risveglia
e avrà un tale appetito che si vedrà costretto a rimettersi in viaggio
per procurarsi il nutrimento necessario
ed essere pronto a confrontarsi con qualunque tipo di realtà.

E’ giusto, è pagato per questo.
Per cavarsela però avrà bisogno di essere creduto e sostenuto
che comunque vada possa contare sulla vostra determinazione.

Osservatelo bene e scoprirete che vi somiglia assai;
la ragione è chiara: siete voi che lo avete voluto così,
voi che gli avete impresso questi connotati.
Peso e statura pari ai vostri desideri e alle vostre ambizioni.
E quindi, crescetelo bene, non fategli mancare nulla.

E quando il vostro viso sarà disseminato di rughe,
la vostra anima al contrario sarà ancora fresca e capace di slanci
ciò vorrà dire che avete lavorato bene.

Pertanto tenetelo lontano da agenti inquinanti, primo fra tutti la gelosia.
Somministratelo con cautela per evitare effetti indesiderati, come l’abitudine.

E nel caso foste sprovvisti di un Sogno,
affrettatevi a procurarvene uno perchè vivere senza è come vivere in bianco e nero.

(Queste parole le sento davvero mie, anche se non sono uscite dalla mia penna. E rappresentano un manifesto della mia - nuova - vita).

missmidnight @ 15/06/2008 15:37 | commenti (popup) | commenti